Interventi di manutenzione sulle pavimentazioni del giardino di Villa d’Este
Cenni storici sulla Villa
La villa si trova nel centro di Tivoli, con ingresso da piazza Trento n. 5, sul margine nordoccidentale del nucleo storico. Il complesso è composto da un palazzo tardo rinascimentale che si insedia su un declivio artificiale appositamente realizzato nel XVI secolo per accogliere il giardino monumentale che ospita una sequenza scenografica di fontane e giochi d’acqua e si estende complessivamente su una superficie di circa quattro ettari.
Il complesso è stato oggetto negli ultimi anni di numerosi interventi di manutenzione, riqualificazione e restauro sia nelle strutture architettoniche sia nella componente idraulica e vegetale. Villa d’Este,
considerata un capolavoro del Rinascimento italiano, deve la sua costruzione al cardinale Ippolito II d’Este (1509-1572), secondogenito di Alfonso I e Lucrezia Borgia, in attuazione di un grandioso progetto il cui programma architettonico e iconologico fu ideato dall’antiquario architetto Pirro Ligorio e condotto dall’architetto di corte Alberto Galvani, con l’ingegnere Tommaso Ghinucci per la parte idraulica. Nelle sale del Palazzo si conserva un coerente apparato decorativo dovuto ad un gruppo di artisti esponenti del tardo Manierismo romano, tra i quali Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano e Cesare Nebbia.
La Villa deve il perdurare della sua fama agli innumerevoli giochi idraulici con i quali gli artefici del XVI e XVII sec. hanno sperimentato tutti i possibili effetti formali ed acustici dell’acqua, come gli esemplari meccanismi pneumoidraulici della fontana dell’Organo e della Civetta.
Le attività relative al complesso architettonico hanno come principale obiettivo anzitutto la
conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio storico, architettonico, artistico, ingegneristico e vegetale, promuovendone al contempo la più vasta conoscenza e garantendone la massima accessibilità e fruibilità nella piena salvaguardia della sua integrità. Alla conservazione dello straordinario giardino di fontane, che ha costituito esempio per lo sviluppo dell’arte dei giardini in Italia e all’estero, la Villa affianca oggi una intensa attività di promozione della conoscenza afferente alla cultura rinascimentale e musicale in genere, anche in rapporto alla storica presenza di Franz Liszt a Villa d’Este, nel ventennio precedente la sua scomparsa. Dal 2001 Villa d’Este è inserita nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
Il giardino di Villa d’Este
LE PAVIMENTAZIONI DEL GIARDINO
Descrizione dei materiali e dello stato di conservazione
Le tipologie di pavimentazione presenti nel giardino della villa sono di diversa natura e afferibili a differenti contesti cronologici e interventi storici; tuttavia si possono ritenere tutte di fattura moderna, realizzate nel XX e XXI secolo.
I rivestimenti pavimentali sono interessati da uno stato di conservazione variabile in base a vari fattori come la natura del materiale costitutivo, la vicinanza di alberature o canali d’acqua, la frequenza del calpestio dei visitatori o la carrabilità rispetto ai mezzi di trasporto utilizzati per le manutenzioni del giardino. Quasi tutte le tipologie di pavimentazioni, tuttavia, mostrano forme di degrado avanzato, che comportano problematiche sia per la sicurezza dei visitatori e degli operatori sia dell’aspetto estetico dei percorsi del giardino.
Le principali tipologie di rivestimento presenti sono classificabili come segue:
– pavimentazione a cd. mosaico romano (elementi lapidei policromi articolati in decorazioni
geometriche)
Le pavimentazioni caratterizzate da decorazione a mosaico romano sono state realizzate negli anni ‘29/30 e negli anni ‘45/50, sul modello di aree di pavimentazione antica all’epoca ancora conservate e oggi visibili solo nella documentazione degli interventi pregressi. Si tratta di mosaici a motivi geometrici realizzati con tessere lapidee policrome di taglio irregolare.
Questa tipologia di rivestimento è soggetta a fenomeni di distacco delle tessere lapidee, aggravato ovviamente dalla costante sollecitazione meccanica dovuta al calpestio dei visitatori, e a deformazioni anche gravi provocate sia dagli apparati radicali di alberature e piante presenti ai margini dei viali sia dalla pressione dell’acqua nelle tubature e negli scarichi che passano al di sotto dei camminamenti.
Sono presenti inoltre numerose integrazioni non coerenti con la tecnica esecutiva.
– pavimentazione con elementi lapidei (lastre, scaglie, pezzame etc).
Possono essere omogenei, con lastre calcaree o elementi lapidei di minori dimensioni, o più
complesse, in alcuni casi con inserti in cotto a creare delle riquadrature o decorazioni geometriche.
Questa tipologia di rivestimento è soggetta a distacchi e perdita degli elementi lapidei e fittili inseriti.
Sono presenti inoltre numerose integrazioni non coerenti con la tecnica esecutiva.
– conglomerato cementizio, anche armato
In alcuni casi mescolato a pietrisco o ghiaia. Può trovarsi anche in combinazione con elementi lapidei (es. ciottoli) per creare soluzioni geometriche semplici.
Le aree di pavimentazione in conglomerato cementizio sono soggette a mancanze anche estese, che in alcuni casi, ove presente, mettono in luce l’armatura metallica sottostante; sono quasi sempre disomogenee in quanto caratterizzate da interventi successivi di integrazione delle mancanze.
– ghiaia e pietrisco
Questo tipo di rivestimento non è soggetto a particolari problematiche; necessita di manutenzione ordinaria con livellamento o riempimento dei dislivelli che possono venire a crearsi in seguito al dilavamento per le piogge o all’apporto antropico del calpestio.
– battuto di terra
Durante gli interventi di restauro che hanno interessato la villa negli anni 2000, la precedente pavimentazione del Gran Viale in mosaico romano è stata rimossa e sostituita riproponendo aree a parterre in battuto, delimitate da zone rivestite in lastre calcaree. Le aree in battuto di malta sono particolarmente sensibili agli agenti atmosferici e ai cicli di gelo/disgelo, che provocano fenomeni di disgregazione.
– rampe in conglomerato bituminoso (sovrapposte alle pavimentazioni sottostanti)
Su alcune cordonate del giardino caratterizzate da ampi gradoni sono presenti rampe bituminose, realizzate in passato per superare i dislivelli e permettere il passaggio dei mezzi di trasporto. Tali pesanti superfetazioni alterano in modo sensibile l’aspetto estetico dei viali e dei percorsi del giardino.
Interventi realizzati
Negli ultimi anni, localizzati interventi di manutenzione sono stati effettuati sulle pavimentazioni in mosaico romano, per ovviare alla problematica della pericolosità rispetto all’accessibilità dei visitatori. La metodologia applicata è stata quella conservativa, che ha previsto la rimozione degli elementi lapidei in fase di distacco, la rimozione delle malte di sottofondo disgregate e il consolidamento di quelle ancora efficienti, l’apposizione di nuove malte di allettamento a base di calce naturale e idoneo aggregato e la reintegrazione delle mancanze mediante le tessere originarie ove possibile o utilizzando tessere nuove dello stesso materiale lapideo, opportunamente sagomate.
Nei casi di deformazioni dovute ad apparati radicali è stato necessario, previo parere di tecnico agronomo, caso per caso, eliminare o assottigliare le parti aggettanti delle radici responsabili del dissesto, in modo da conseguire la maggiore planarità possibile.
Nel 2023/2024 è stato inoltre svolto un primo intervento di straordinaria manutenzione su due pavimentazioni dei viali di Villa d’Este: la Discesa dei Draghi (mq 128) e il percorso Rometta –Civetta (mq 134,6).
Dopo la rimozione dei precedenti battuti in cemento e bitume sono state realizzate delle nuove pavimentazioni a base di calce idraulica naturale, cemento e aggregato lapideo tipo travertino, inserendo dei rompitratta anch’essi in travertino.
L’anno successivo il progetto sulle pavimentazioni del giardino ha previsto la realizzazione di alcuni interventi di manutenzione, ripristino e rifacimento, calibrati sulla base della tipologia di rivestimento presente, volte ad affrontare le problematiche di accessibilità causate dall’avanzamento del degrado dei rivestimenti dei percorsi del giardino.
Si è operato solo su alcune tipologie di pavimentazione, nello specifico le aree in conglomerato cementizio e le pavimentazioni a cd. mosaico romano, prediligendo le aree interessate da fenomeni di degrado più marcato.
In questo secondo caso il progetto è andato a coordinarsi con paralleli interventi sui percorsi eseguiti nel periodo precedente, che hanno individuato una soluzione efficace e coerente con la particolare natura di questo eccezionale luogo, replicabile e da porsi come modello per successivi interventi analoghi.
Ampie sono le zone interessate da pavimentazione in conglomerato cementizio, come il viale piano davanti alla Fontana dei Draghi o quella del piazzale della fontana del Nettuno e attorno alle Peschiere. Le problematiche che riguardano questo tipo di rivestimento si manifestano principalmente con fratturazioni e mancanze anche estese di porzioni, che in alcuni casi sono state nel tempo risarcite, creando situazioni eterogenee e incoerenti.
Si è rimossa e sostituita la pavimentazione del grande viale orizzontale del giardino, antistante la fontana dei Draghi, detto Vialone, per tutta la sua estensione in piano, a partire dalla base della cordonata di San Pietro fino al piazzale della Fontana delle Civette. Tale intervento dà l’avvio e pone le basi metodologiche per una graduale ma progressiva sostituzione di tutte le altre pavimentazioni di questa tipologia.
Si è trattato di una sostituzione completa della pavimentazione esistente, in cemento armato molto degradato e si è operato quindi tenendo conto delle necessità manutentive del sito e della coerenza estetico-funzionale del peculiare ambiente di giardino storico, scegliendo la soluzione già recentemente individuata per altre pavimentazioni del giardino. In particolare, si è optato per realizzare pavimentazioni in malta di calce e aggregati naturali, privilegiando l’utilizzo di materiali locali o già ampiamente presenti nei manufatti del giardino (travertino, laterizio etc.) che abbiano caratteristiche di buona tenuta superficiale e che siano pregevoli anche dal punto di vista estetico per la capacità di risultare coerenti per cromia e tessitura con l’ambiente circostante.
Infine, nel caso della manutenzione delle pavimentazioni in mosaico romano, si è operato
puntualmente su alcune piccole aree più problematiche, compromesse a causa di sollevamenti, fratture o mancanze anche profonde che rappresentano un pericolo per il visitatore, rimuovendo i rivestimenti della zona compromessa e reintegrando la superficie utilizzando tecniche e materiali costitutivi coerenti con le superfici circostanti.
Negli ultimi anni, localizzati interventi di manutenzione sono stati effettuati nei casi sopra descritti, per ovviare alla problematica della pericolosità rispetto all’accessibilità dei visitatori. La metodologia applicata è stata quella conservativa, che ha previsto la rimozione degli elementi lapidei in fase di distacco, la rimozione delle malte di sottofondo disgregate e il consolidamento di quelle ancora efficienti, l’apposizione di nuove malte di allettamento a base di calce naturali e idoneo aggregato e la reintegrazione delle mancanze mediante le tessere originarie ove possibile o utilizzando tessere nuove dello stesso materiale lapideo, opportunamente sagomate. Nei casi di deformazioni dovute ad apparati radicali è stato necessario, previo parere di tecnico agronomo caso per caso, eliminare o assottigliare le parti aggettanti delle radici responsabili del dissesto, in modo da conseguire la maggiore planarità possibile.
RIFERIMENTI AMMINISTRATIVI
- determina n. 192 del 14 ottobre 2024 (affidamento incarico a favore della ditta SOCORE srl)
- determina n.70 del 22 aprile 2024 (affidamento incarico a favore della ditta Land srl)
- Inizio dei lavori: 9 dicembre 2024
- Fine dei lavori: in corso (ottobre 2025)
- Squadra di lavoro: RUP: Dott.ssa Veronica Fondi, Collaboratore al RUP: Arch. Laura Bernardi, DL Arch. Antonella Mastronardi, Direttore operativo: Dott. Davide Bertolini, Collaboratori tecnici: Arch. Laura Baruzzi, Elisabetta Ciniglio, Paola Pagliari, Incaricato alla programmazione: Dott.ssa Elena Achille, Incaricato alla predisposizione e al controllo: Stefania Coccioni













