Villa Adriana, percorso Yourcenar

In origine l’entrata principale per la visita a Villa Adriana era situata a destra rispetto al cancello d’accesso attuale, ove esiste tuttora un cancello antico: da qui si raggiungeva l’area del Teatro Greco,  percorrendo un tratto di viale alberato di cipressi, in fondo al quale era situata la biglietteria; il percorso, costeggiando il Teatro Greco, consentiva di passare nei pressi della Palestra e di giungere sotto il Casino Fede, per arrivare al Tempio di Venere mediante una scalinata e da lì proseguire verso il Pecile percorrendo un lungo tratto del Viale dei Cipressi.

Sono stati eseguiti i lavori per consentire la riapertura ai visitatori del percorso in oggetto e si sono rese necessarie una serie di operazioni di consolidamento, messa in sicurezza e predisposizioni di accessibilità per permettere al pubblico di attraversare alcuni spazi, dei quali era precluso l’accesso.

Per poter riaprire il percorso di visita, è stata affidata la progettazione ad un professionista esterno, che ha lavorato in stretto rapporto con la Stazione Appaltante.

 

Il progetto

Gli ambiti di intervento che si sono progressivamente concordati tra l’Istituto ed il progettista, hanno riguardato vari punti ed aree:

 

Area tra il teatro Greco e il tempio di Venere come nuovo percorso di visita

Si tratta dell’itinerario che collega il cosiddetto teatro Greco al Tempio di Venere.

Qui gli interventi, nell’ottica della richiesta mirante a consentire l’abbattimento delle barriere architettoniche, si sono orientati a un rifacimento dei piani di calpestio cosi da renderli praticabili ed accessibili a tutti, la tecnologia scelta si è orientata sulle terre stabilizzate, drenanti o non drenanti a seconda dei casi.

Per l’area antistante il Teatro Greco, è stata verificata preliminarmente l’idoneità dei materiali a essere efficacemente impiegati nella pavimentazione, attraverso la caratterizzazione degli inerti individuati e la misura delle resistenze ottenibili dagli stessi in miscele raggiungendo così l’ottimizzazione del contenuto in acqua dell’impasto e del dosaggio del legante.  Il prodotto si pone l’obiettivo di riscoprire le valenze di integrità paesaggistica ed ecologica tipica delle strade bianche naturali, prive di bitumi e calcestruzzi, superando le problematiche di polverosità, fango, e buche; senza alterare gli equilibri idrogeologici.

L’utilizzo del sistema stabilizzante naturale ecocompatibile per terreni consente la realizzazione di viabilità e percorsi naturali in zone di pregio naturalistico e storico.

Il piano calpestabile esistente è stato utilizzato come piano di sottofondo limitando la preparazione ad un solo livellamento tramite una scarnitura superficiale così da evitare qualsiasi tipo di scavo archeologico.

Nel tratto che passa perimetralmente al Teatro Greco il percorso eseguito è una pavimentazione in terra stabilizzata drenante e con l’aiuto di adeguate pendenze, le acque piovane verranno convogliate a dispersione verso il terreno circostante.

Al contrario, il tratto di percorso che sale lungo il viale dei cipressi verso il ponte pedonale è stato provvisto di canalette di deflusso con adeguati chiusini per convogliare le acque piovane, poiché la pavimentazione utilizzata non è drenante: sono stati predisposti al di sotto dei chiusini in ghisa, dei tombini che tramite dei tubi in pvc, incanaleranno le acque a dispersione.

Per evitare che il visitatore oltrepassi le zone di visita, sono state previste staccionate in legno alternate da siepi di bosso.

Le aree circostanti il tempio di Venere sono risultate particolarmente delicate, poiché erano prevalentemente coperte da uno strato di pozzolana, utilizzata a protezione e livellamento del terreno per i piani di calpestio di tutta la Villa, ma successivamente la pozzolana si è dilavata, lasciando scoperta gran parte del banco di tufo.

Emergevano anche alcune fasce in cui si conservavano resti pavimentali policromi in opus sectile che versavano in pessime condizioni perché soggette agli agenti atmosferici e al calpestio dei visitatori e del personale interno.

Per tali motivi le zone visibili di pavimentazione originale sono molto abrase, con numerose lacune, fessurazioni, fratturazioni e fenomeni di distacco di frammenti. Quasi ovunque si osservava un degrado di origine biologica, con patine verdi o scure, colonizzazioni briofitiche e licheniche e piccole piante che vanno a coprirne in parte la superficie.

Dopo un accurato restauro delle pavimentazioni, il progetto ha previsto la realizzazione di dissuasori bassi autoportanti in ferro e consistenti in moduli componibili adatti a seguire il perimetro da proteggere al passaggio sia degli addetti ai lavori che dei turisti stessi.

Per la loro posa in opera è stata necessaria una modellazione e livellamento del terreno tramite un riempimento di terra pressata fino a raggiungere una nuova quota di calpestio. L’area colmata è stata quella compresa tra il colonnato del Tempi di Venere e le tracce del peristilio esterno.

 

Infine, in prossimità della via tecta, il progetto ha previsto la sostituzione delle parti in legno del ponte di attraversamento, mantenendo solo le putrelle strutturali. Su queste sono state poste delle lastre pavimentali tipo keller, e un sistema di protezione tramite dei deterrenti doppi, i primi atti a garantire un agevole passaggio e i secondi, quelli più esterni, composti da un telaio in ferro e rete stirata, per una migliore inserimento nel contesto.

 

Restauro delle strutture archeologiche

Gli interventi di restauro contenuti nel progetto sono stati definiti sulla base di prassi condivise e largamente sperimentate in aree archeologiche. Per ogni intervento è stata prevista l’esecuzione di saggi preliminari e campionature: ciò anche al fine di delineare delle modalità di intervento codificate, che possano essere ripetute in sicurezza nel corso di interventi successivi – secondo la formula del ‘cantiere pilota’ – a seguito del reperimento di ulteriori risorse, tenuto conto della sostanziale ripetitività delle strutture considerate e dei principali fenomeni di deterioramento.

Gli interventi di restauro hanno mirato alla ricostituzione della consistenza delle strutture archeologiche, alla pulitura e al consolidamento dei materiali e all’eliminazione di alcune delle cause di degrado.

 

Il leccio di Marguerite Yourcenar:

Il leccio di Marguerite Yourcenar, ormai completamente secco dal 2014 in quanto oggetto di attacco da parte di cerambicidi, era una pianta di notevoli dimensioni e, purtroppo, un elemento di pericolo, in caso di caduta, sia per l’incolumità delle persone che per il possibile danno gli apparati decorativi murari e pavimentali presenti ai piedi dell’albero. A seguito delle indagini specialistiche e dei vari sopralluoghi con gli esperti del settore, si è intervenuti per mettere in sicurezza l’albero tramite la potatura dei rami in stato avanzato di degradazione dei tessuti legnosi.

 

Progetto illuminotecnico

Nel progetto si sono perseguiti in particolar modo l’obiettivo di una nuova illuminazione dedicati al percorso turistico ed in particolare al piano di calpestio;

Poiché ci si trova in un’area particolarmente sensibile dal punto di vista sia archeologico che naturalistico è necessario prevedere una tipologia di impianto completamente removibile che non intacchi con le strutture preesistenti, in particolare quelle archeologiche e soprattutto si avvalga del principio base del “minimo intervento”.

Ci si è avvalsi pertanto di apparecchi segnapasso a torretta, di piccole dimensioni, con un’altezza indicativa di 20 cm, leggermente orientabili. Lungo i percorsi pedonali e le aree verdi, si sono scelte lampade a luce bianca di tono freddo.

In linea generale, il posizionamento di tutti i corpi illuminanti, così come la scelta della loro dimensione, è stata tale da non arrecare danno alle antichità, disturbo visivo durante le visite diurne (intrusività) e disturbo visivo durante le visite notturne (abbagliamenti).

 

RIFERIMENTI AMMINISTRATIVI
  • determina n. 68 del 7 aprile 2022 (affidamento progettazione a favore dell’Arch. Emiliano Mura)
  • determina n. 177 del 15 settembre 2022 (affidamento indagine agronomiche a favore dell’agronomo Andrea De Benedetto)
  • determina n. 179 del 15 settembre 2022 (affidamento indagine strutturali a favore della Società A.V.F. Studio Srls)
  • determina n.220 del 07/11/2023 (affidamento lavori a favore della ditta O.E.R.B. srl)
  • Inizio dei lavori: marzo 2024
  • Fine dei lavori: dicembre 2024
  • Squadra di lavoro: RUP e DL: Arch. Antonella Mastronardi, Direttore operativo: Dott.ssa Veronica Fondi, Dott.ssa Sabrina Pietrobono, Collaboratori tecnici: Arch. Fabrizio Dinarelli, Antonio Garaffo, Incaricato alla programmazione delle spese per investimenti e collaboratori: Dott.ssa Elena Achille, Incaricato alla predisposizione e al controllo: Stefania Coccioni

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

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Villa Adriana e Villa d’Este
Piazza Trento, 5
00019 Tivoli (RM), Italia
tel. +39 07745589
email: va-ve@cultura.gov.it
pec:  va-ve@pec.cultura.gov.it

Villa Adriana e Villa d’Este fanno parte della lista UNESCO del patrimonio mondiale