DOVE IL CIELO INCONTRA L’UMANO

mostre
DOVE IL CIELO INCONTRA L’UMANO
Il Palazzo d’Estate di Pechino in dialogo con Villa d’Este a Tivoli
Villa d’Este (Tivoli) 3 dicembre 2025 – 5 aprile 2026 (prorogata al 26 luglio 2026)
Inaugurazione 3 dicembre ore 11.30

Quando due giardini del mondo parlano la stessa lingua – quella dell’acqua, della pietra e del cielo – nascono ponti silenziosi tra civiltà lontane. È in questo dialogo che prende forma la mostra Dove il cielo incontra l’umano 天人合一. Il Palazzo d’Estate di Pechino a Villa d’Este, allestita a Villa d’Este (Tivoli) dal 3 dicembre 2025 al 5 aprile 2026 (prorogata al 26 luglio 2026) .
Il progetto espositivo – a cura di Elisabetta Scungio, Davide Bertolini e Sara Tarissi de Jacobis – nasce dall’incontro tra due siti patrimonio mondiale UNESCO: il Palazzo d’Estate (Yíheyuan, 颐和园) di Pechino e Villa d’Este, capolavoro del giardino rinascimentale italiano. Due luoghi simbolo in cui natura e artificio, paesaggio e architettura, acqua e pietra si fondono in una visione unitaria del mondo, sospesa tra estetica e spiritualità.
L’obiettivo scientifico e culturale della mostra è indagare e raccontare i principi architettonici, simbolici e filosofici che hanno guidato la creazione del Palazzo d’Estate, mettendoli in relazione con le concezioni europee del giardino come spazio di piacere, meraviglia e rappresentazione del potere. Il visitatore sarà accompagnato in un viaggio tra Oriente e Occidente, chiamato a riconoscere affinità inattese e differenze profonde nel modo in cui le culture traducono in forme visibili l’idea di armonia tra cielo, terra e presenza umana.
L’esposizione presenta le caratteristiche architettoniche, storiche e artistiche del Palazzo d’Estate attraverso un ampio percorso di documentazione fotografica e una selezione di opere del periodo Qing (1644–1911), l’ultima dinastia imperiale cinese che commissionò e plasmò il complesso del Palazzo d’Estate. Oggetti preziosi, frammenti di paesaggi dipinti, manufatti rituali e oggetti d’uso raccontano il ruolo del giardino imperiale come luogo di rappresentanza, meditazione, svago e governo.
L’esposizione di questi materiali è resa possibile grazie alla generosa collaborazione del MUCIV – Museo delle Civiltà, che mette a disposizione una scelta di opere delle proprie collezioni cinesi. Il dialogo tra le sale affrescate di Villa d’Este e le testimonianze materiali del mondo Qing offre così uno sguardo nuovo sia sul patrimonio italiano sia su quello cinese, in una prospettiva di scambio e conoscenza reciproca.
La mostra Dove il cielo incontra l’umano 天人合一 si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione dei rapporti tra Villa d’Este e il Palazzo d’Estate di Pechino, entrambi riconosciuti dall’UNESCO come esempi eminenti di giardino storico e paesaggio culturale. Un invito a scoprire, attraverso la bellezza, come visioni diverse del mondo possano incontrarsi in un medesimo orizzonte: quello in cui il cielo e l’umano si cercano, si rispecchiano e si riconoscono.
Una Terra che Nutre Bellezza e Spirito
第一单元 地毓灵秀
Nature’s Endowed Splendor
L’Uomo Edifica il Fulcro dello Spirito
第二单元 人筑灵枢
Buildings with Ingenuity
Il Ritmo del Cielo che Scorre e si Trasforma
第三单元 天时流转
Seasons in Eternal Cycle

Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa d’Este € 15,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
Venere&Marte Anna Franceschini

mostre
Venere&Marte
Anna Franceschiniinaugurazione giovedì 2 luglio 2025 ore 17.00
Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli
La mostra sarà visitabile fino al 16 Novembre 2025 (prorogata al 14 gennaio 2026)
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ di Tivoli, mercoledì 2 luglio 2025 alle ore 17.00 presso l’Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore, presenta la mostra Venere&Marte dell’artista Anna Franceschini, che si propone di omaggiare il sito archeologico, le sue collezioni e la sua storia industriale.
La mostra (aperta al pubblico fino al 14 gennaio 2026) rappresenta l’esito del progetto di committenza con il quale l’Istituto ha vinto l’avviso pubblico Strategia Fotografia 2024 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e documenta, attraverso un corpus di 12 fotografie analogiche, un momento di riattivazione scenografica del Santuario di Ercole Vincitore.
Il monumentale sito archeologico, ancora poco conosciuto rispetto alla maestosità delle vicine Villa Adriana e Villa d’Este, è stato scelto per ospitare un apparato scenotecnico capace di richiamarne sia l’antica natura devozionale, sia il cruciale passato industriale. In epoca moderna, infatti, il Santuario di Ercole Vincitore ha ospitato armerie, polveriere, una cartiera e la prima centrale per la corrente alternata d’Italia.
Le fotografie esposte sono il risultato di un allestimento creato grazie a elementi provenienti dall’archivio dell’artista attivati dall’energia elettrica prodotta da una bobina di Tesla e sono capaci di esaltare nel sito, ancora oggi, le stesse suggestioni che un tempo avevano tanto affascinato i pittori fiamminghi.
Brueghel il vecchio visitò la fonderia e la scelse come ambientazione per la sua Allegoria del Fuoco e per l’Allegoria dell’Amore, a cui è ispirato il titolo della mostra, realizzata a quattro mani con Rubens.
Nell’ambito del progetto sono stati inoltre valorizzati reperti archeologici provenienti da scavi clandestini sul territorio italiano, rimpatriati in seguito alle indagini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e assegnati all’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este, che ne assicura la tutela e la pubblica fruizione.
I 12 scatti analogici sono realizzati con l’eccezionale macchina Polaroid 20×24, la più grande macchina istantanea al mondo, resa disponibile dalla Fondazione Polaroid a un selezionato gruppo di artisti internazionali. Le fotografie entreranno a far parte della collezione dell’Istituto e saranno esposti in maniera permanente presso il DEPOT-Deposito di Arte Contemporanea del Santuario di Ercole Vincitore.
L’acquisizione digitale degli scatti d’artista sarà caricata nel Portale Fotografia MiC – sezione VILLAE.
ANNA FRANCESCHINI
Artista visiva, filmmaker e ricercatrice, vive e lavora a Milano; ed è dottore di ricerca in Media e Visual Studies.
Ha esposto opere in mostre personali e collettive presso istituzioni internazionali quali il MUDAM in Lussemburgo; la Triennale di Milano, il Witte de With a Rotterdam; Kunstverein di Düsseldorf; Spike Island a Bristol; MAXXI e MACRO a Roma; Museion a Bolzano; CAC di Vilnius; Villa Medici a Roma; Centre Pompidou, Parigi; Les Abattoirs, Tolosa; Fiorucci Art Trust, Londra; Quadriennale a Roma.
I suoi film sono stati selezionati dal Locarno Film Festival, il Rotterdam Film Festival, il Torino Film Festival, Il Milano Film Festival.
Nel 2019 ha realizzato il cortometraggio BUSTROFEDICO, per il Padiglione Italia della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Santuario di Ercole Vincitore € 10,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente.
VILLAE Futura: musei, parchi, giardini in evoluzione

mostre
Villae Futura
musei, parchi, giardini in evoluzionea cura di Andrea Bruciati
Villa d’Este, Tivoli
dal 2 Aprile al 7 Settembre 2025 (prorogata al 16 novembre 2025)
Mercoledì 2 aprile alle ore 17.30 l’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ di Tivoli presenta la mostra documentaria e fotografica VILLAE Futura: musei, parchi, giardini in evoluzione (Villa d’Este, fino al 7 settembre 2025).
Il progetto, a cura di Andrea Bruciati Direttore dell’Istituto, racconta del ripristino e restauro di alcuni importanti ambienti custoditi all’interno di Villa Adriana, Villa d’Este e Santuario di Ercole Vincitore, illustrando il profondo impegno delle VILLÆ nella valorizzazione del proprio patrimonio.
A partire dal racconto degli interventi che a partire dal 2022 – hanno interessato Villa Adriana e Villa d’Este – lo svuotamento e pulizia del Canopo, del Pecile e del Teatro Marittimo (2023) e l’inaugurazione del “Percorso Yourcenar” (2024) a Villa Adriana; i restauri della Fontana dell’Ovato e della Fontana dei Draghi a Villa d’Este – l’esposizione illustra i lavori attualmente in corso per la restituzione al pubblico dei Mouseia a Villa Adriana, della Grotta di Diana a Villa d’Este e degli ambienti della Via Tecta al Santuario di Ercole Vincitore.
L’esposizione, corredata da reperti storici e ritrovamenti in situ durante le campagne di restauro, lascia aperta anche una riflessione sul futuro, con progetti, bozzetti, spunti e idee che sottolineano la visione utopica di un cantiere sempre in essere, quali sono le VILLÆ di Tivoli patrimonio UNESCO dell’umanità.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa d’Este € 15,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
Il sogno di Anio di Giusy Pirrotta

mostre
Il sogno di Anio
Giusy Pirrottaa cura di Andrea Bruciati
inaugurazione giovedì 6 marzo 2025 ore 11.30
DEPOT – Deposito di Arte Contemporanea
Santuario di Ercole Vincitore, TivoliLa mostra sarà visitabile fino al 2 giugno 2025
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
Dal 6 marzo al 2 giugno 2025 l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ di Tivoli ospita la mostra Il sogno di Anio di Giusy Pirrotta le cui sculture e installazioni indagano il confine fra reale e fantastico ed enfatizzano la dimensione seducente e respingente della donna.
L’esposizione delle cinque opere, alcune inedite, nel DEPOT – Deposito di Arte Contemporanea del Santuario di Ercole Vincitore, è curata da Andrea Bruciati Direttore dell’Istituto e nasce come ricontestualizzazione della personale di Giusy Pirrotta dal titolo Sogni, presentata nel 2024 al MEF – Museo Ettore Fico di Torino.
La mostra di Tivoli prende il titolo dalla evocazione del mito del re etrusco Anio – figura a cui il fiume Aniene deve tradizionalmente il suo nome – e in mostra l’opera in ceramica smaltata dal titolo Testa sciolta, Anio è stata realizzata dall’artista per l’occasione.
Accanto, esposti i lavori dell’ultimo periodo di ricerca di Giusy Pirrotta sull’iconografia del “mostruoso” femminile nella storia, nella mitologia e nella letteratura fino alla contemporaneità: tra questi Aracne, gruppo scultoreo dove la metamorfosi della protagonista del mito diventa metafora della trasgressione dei limiti; Artemide d’Efesia, Breasts Universe, composizione totemica legata all’esperienza autobiografica dell’artista che esplora l’isolamento della donna, confinata nel ruolo di madre e levatrice; Cibele, magna Mater latina, la scultura della dea con espliciti riferimenti alla sfera fisica e sessuale; infine l’opera Testa piangente e candelabri che rielabora l’iconografia simbolica delle mani alchemiche, quali misterioso elemento generatore, in grado di plasmare materia e spirito.
Riguardo al genere femminile, gli aspetti selvaggi, le qualità magiche, la capacità di generare vita e morte sono state considerate nei secoli elementi da controllare e contenere. Giusy Pirrotta sfida con la sua arte la visione di una femminilità empatica e sottomessa, inducendo lo spettatore a far riflettere su quanto il decorso storico abbia profondamente plasmato la percezione della donna nella società, influenzando dinamiche di potere e relazioni di genere.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Santuario di Ercole Vincitore € 10,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente.
- Aracne, 2024, ceramica smaltata, gruppo scultoreo 16 pezzi, dimensioni totali 250 x 100 x 100 cm
- Artemide D’Efesia, Breast Universe, 2023, ceramica smaltata, gruppo scultoreo 5 pezzi, cotone e tessile (2 cuscini) totali 150x40x40 cm
Foto crediti Giorgio Benni - Ero impaurita ora non lo sono più perché tutto passa, 2025, ceramica smaltata, candele, gruppo scultoreo, testa e due candelabri, dimensioni totali 150 x 45x 45 cm
- Cibele, 2024, ceramica smaltata, gruppo scultoreo 2 pezzi, dimensioni totali 60 x 40 x45 cm
Foto crediti Giorgio Benni - Testa sciolta, 2025, ceramica smaltata, 45 x 30 x 30 cm
ATELIER.IT / III episodio. Un viatico nelle pratiche pittoriche

mostre
ATELIER.IT / III episodio
Un viatico nelle pratiche pittoriche
Una ricognizione sulla pittura italiana, con dieci artisti in mostra selezionati da Andrea Bruciati e Lorenza Boisi
Antiquarium, Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli
30 gennaio – 6 aprile 2025
Inaugurazione aperta al pubblico e alla stampa > giovedì 30 gennaio 2025 ore 11.30
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
L’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ presenta il terzo episodio di ATELIER.IT. Un viatico nelle pratiche pittoriche.
Dal 30 gennaio al 6 aprile 2025 presso il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, la mostra propone una ricognizione sulla pittura italiana attraverso l’opera degli artisti Andrea Astolfi, Giulio Catelli, Alessandro Finocchiaro, Andrea Grotto, Sebastiano Impellizzeri, Wu Julian, Beatrice Meoni, Enrico Pierotti, Chris Rocchegiani e Qi Zhang, selezionati da Andrea Bruciati e Lorenza Boisi.
In linea con la continua indagine sulle forme artistiche contemporanee portata avanti dell’Istituto, con l’obiettivo di valorizzare le esperienze più significative, l’esposizione nasce nell’ambito del progetto Atelier.it, ideato e curato dal Direttore Andrea Bruciati, ogni volta affiancato da celebri artisti nella curatela e nella scelta dei colleghi in mostra.
Dopo Francesco De Grandi e Stefano Arienti, co-curatrice del terzo appuntamento è l’artista Lorenza Boisi.
La volontà di creare questo progetto di mappatura dell’arte contemporanea – dichiara il Direttore Andrea Bruciati – nasce dal desiderio di capire quanti percorsi esistano all’interno del complesso e ricco mondo della rappresentazione pittorica. L’ultimo episodio di Atelier.it risponde tacitamente a questa domanda e fa il punto su quanto sta accadendo nella pittura italiana attraverso il dialogo curatoriale con una delle esponenti più rappresentative. Basti osservare le opere di tutti i giovani – sottolineo giovani – artisti selezionati: i loro lavori lasciano intuire le molteplici espressioni di qualità del nostro panorama, in questo specifico lungo inedito sentiero che collega le nostre necessità culturali e storiche attraverso le problematiche esistenziali degli autori, dove le tele raccontano episodi dei nostri rapporti in diverse declinazioni emotive.
Ho accettato con grande piacere – afferma Lorenza Boisi – l’invito del direttore Andrea Bruciati a contribuire all’iniziativa di ricognizione dello scenario contemporaneo della pittura in Italia. Coinvolgere artisti che possano esprimere una prospettiva di lettura sincronica sulla temperatura generale della loro stessa pratica, è impresa coraggiosa e lungimirante, che porta con sé informazioni diverse sul “fare” curatoriale e sulle possibili interpretazioni di un fenomeno. Una selezione impone necessariamente molte rinunce e approssimazioni… ma la volontà di dare voce critica a figure d’artista tra loro estremamente dissimili permette all’iniziativa Atelier.it di superare la rastremazione inevitabile comportata dagli usuali strumenti autocratici.
Il dialogo curatoriale fra Andrea Bruciati e Lorenza Boisi realizza una puntuale disamina della pittura italiana contemporanea che permette una riflessione critica sul suo stato attuale, attraverso l’esposizione dei dieci artisti in mostra.
Selezionati per il primo episodio, co-curato da Francesco De Grandi, gli artisti Alessandro Aprile, Thomas Braida, Michele Cesaratto, Luca De Angelis, Roberto De Pinto, Leonardo Devito, Luisa Me, Elisabetta Marino, Luigi Presicce, Andrea Respino.
Durante il secondo appuntamento, con la co-curatela di Stefano Arienti, in mostra Simone Berti, Bea Bonafini, Cuoghi Corsello, Paolo Gonzato, Andrea Mastrovito, Edoardo Piermattei, Enrico Tealdi, Eva Chiara Trevisan, Vedovamazzei e Serena Vestrucci.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Santuario di Ercole Vincitore € 10,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente.
Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea

mostre
VILLÆ DI TIVOLI
MOSTRA
Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea19 dicembre 2024 – 30 marzo 2025
(prorogata al 30 settembre 2025)Villa Adriana, Tivoli
inaugurazione aperta al pubblico > 18 dicembre ore 11.30
Location:
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
La mostra Sotto il segno del Capricorno. La pittura in età adrianea, a Villa Adriana dal 19 dicembre 2024 al 30 marzo 2025 (prorogata al 30 settembre), indaga lo stato dell’arte della pittura murale del periodo adrianeo (117-138 d.C.) all’interno della residenza imperiale.
Nelle sale dei Mouseia sono esposti alcuni degli oltre cinquecento frammenti pittorici, il cui rinvenimento nell’area della così detta “Palestra” ha permesso di aggiungere un importante tassello di conoscenza sul tema poco indagato della pittura a Villa Adriana. Ad arricchire il percorso espositivo sono presentati per la prima volta gli affreschi dall’area del così detto Macchiozzo, dopo un delicato restauro. Inoltre, in occasione della mostra, è possibile visitare gli ambienti solitamente chiusi al pubblico delle sostruzioni occidentali del Canopo, dove le volte sono decorate da affreschi policromi con composizioni vegetali e motivi zoomorfi, che ispirano il titolo della mostra. Negli stessi ambienti sono allestiti alcuni dipinti murali staccati negli anni Settanta dalla decorazione della volta a botte del Serapeo.
Organizzata dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ e curata dal Direttore Andrea Bruciati con Veronica Fondi, restauratrice e conservatrice dell’Istituto, l’esposizione pone l’accento sulle ultime preziose scoperte di intonaci dipinti, per la prima volta in dialogo con le più note testimonianze pittoriche del complesso tiburtino ancora in situ.
LA MOSTRA
Le fonti ci trasmettono un’immagine della villa variopinta e vivace e insieme a stucchi, mosaici e sectilia, anche la pittura contribuiva sensibilmente alla cospicua policromia del luogo.
Nel II secolo d.C. la pittura va progressivamente semplificandosi e destrutturando i precedenti sistemi decorativi, prediligendo disposizioni lineari, esili e leggere, dove le pareti vengono scandite da semplici cornici colorate che inquadrano sintetici elementi o scenette schizzate rapidamente, superando così la pesantezza decorativa di età Flavia (dal 69 al 96 d.C.).
In questo contesto, la pittura di età adrianea si colloca in una posizione di passaggio, dove convivono elementi mutuati dalle ricche decorazioni a grottesche, grandi campiture monocrome, spesso in giallo e rosso, figure antropomorfe ed elementi tratti dal mondo vegetale, assieme a disposizioni già più ariose e leggere, specie negli ambienti semi sotterranei e nei criptoportici, dove prevalgono i fondi bianchi su cui si vanno profilando filiformi ed eleganti tripartizioni, eseguite mediante fasce colorate o sottili pilastrini.
Le testimonianze di questo periodo sono individuabili, in ambito romano, in alcune domus dell’Aventino, nella così detta domus di Vigna Guidi sotto le Terme di Caracalla e nelle Stanze Piranesi presso il Palazzo della Villa di Massenzio, e infine nel contesto ostiense, come nella Casa delle Muse e nella Casa delle Ierodule. Con questi esempi Villa Adriana si relaziona con tratti non sempre sovrapponibili ai contesti coevi, ma è rilevante specificare come spesso il sito tiburtino offra un panorama peculiare.
Inoltre, le testimonianze pittoriche della Villa risultano numericamente ridotte, sebbene raccontate da diverse notizie antiquarie, dal Rinascimento all’inizio dell’Ottocento, come particolarmente ricche e preziose; le addizioni dai recenti ritrovamenti offrono, in questo senso, un contributo fondamentale per lo studio degli apparati decorativi pittorici e per l’approfondimento e la comunicazione dei nuovi dati acquisiti sui materiali costitutivi e sulle tecniche esecutive.
Le sale dei Mouseia accolgono una selezione tratta dai numerosi frammenti pittorici inediti (più di cinquecento), scoperti nel 2021 all’interno di un ambiente ipogeo situato nell’area della così detta “Palestra”, individuato sotto la pavimentazione moderna nel corso di un progetto di indagine, recupero e valorizzazione, denominato ‘Valle Picta’; tale straordinario rinvenimento ha permesso di aggiungere un importante tassello di conoscenza sul tema poco indagato della pittura della Villa, allo stesso tempo aprendo la sfida allo studio e al tentativo di inquadramento di questo eccezionale giacimento, raccolta dall’equipe dell’Università di Tor Vergata.
Brani di intonaci e stucchi dipinti senza indicazioni di provenienza erano già noti a Villa Adriana, conservati all’interno dei depositi, restaurati e raccolti, nel secolo scorso, in veri e propri quadretti, quasi a richiamare lo stile dei pastiches di frammenti pompeiani. Tre di questi pannelli, esposti nel 2023 a San Paolo del Brasile, sono mostrati qui accompagnati da prime ipotesi di contestualizzazione.
Di grande rilevanza è poi la testimonianza offerta dai rivestimenti pittorici emersi durante le campagne di scavo condotte in concessione negli ultimi anni, nell’area del così detto “Macchiozzo”, dalla Columbia University di New York nell’ambito del progetto APAHA-Tibur.
All’interno di un edificio a medianum sono venuti alla luce soffitti dipinti di età adrianea, studiati e minuziosamente ricomposti nel 2017 all’interno di un workshop internazionale ad essi dedicato, organizzato dall’École française de Rome, l’Università di Poitiers, il laboratorio AOROC e il Centro Studi Pittura Romana Ostiense.
Di tale mole di materiale, alcune aree più significative e ben conservate di uno dei soffitti sono per l’occasione restaurate e per la prima volta presentate al pubblico, fruibili sia dal lato decorato che da quello opposto, prezioso per le tracce perfettamente leggibili della tecnica esecutiva che suggeriscono come fosse costruita questa tipologia di soffitto.
Una delle rare attestazioni di estese superfici di pittura murale della Villa (circa 250 mq) è rappresentata dalla decorazione della volta a botte dell’ambulacro monumentale nel complesso del così detto “Serapeo”. Tale rivestimento è stato, negli anni 1976-78, oggetto di distacco dalle strutture murarie originarie e trasporto su nuovi supporti sagomati, con l’obiettivo di una ricollocazione in loco dopo il risanamento dell’ambiente. Tale intervento ha trasformato questi dipinti murali in opere mobili, che giacciono negli ambienti antichi delle sostruzioni occidentali del Canopo, solitamente chiusi al pubblico. In occasione della mostra è possibile accedere a questa zona e visionare uno dei pannelli distaccati recante decorazioni policrome con riquadri geometrici, un tempo campiti da motivi vegetali. Gli stessi ambienti che ospitano i pannelli posseggono volte decorate ad affresco (di possibile datazione posteriore al periodo adrianeo), caratterizzati da decorazioni lineari policrome concentriche su fondo bianco con composizioni vegetali e motivi figurativi zoomorfi, di ispirazione per il titolo della mostra stessa.
Infine, il tema della pittura murale considera tutte quelle testimonianze presenti ancora in situ: motivo per il quale la mostra è stata concepita in stretto e continuo dialogo con la Villa e le sue architetture dipinte, raccontate attraverso immagini in video, ma anche mediante visite guidate all’interno dei monumenti che ancora recano le tracce della decorazione pittorica originale, siano esse fruibili all’interno dell’attuale percorso di visita (come le Piccole Terme, gli Hospitalia, il Triclinio Imperiale), o siano esse invece parte di aree solitamente chiuse al pubblico (come il Criptoportico della Peschiera e il così detto Giardino-Stadio).
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa Adriana € 12,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
La Via Lattea. Declinazioni di bianco nel XX secolo
mostre
VILLÆ DI TIVOLI
MOSTRALa Via Lattea.
Declinazioni di bianco nel XX secolo7 dicembre 2024 – 16 marzo 2025
Villa d’Este, Tivoliinaugurazione aperta al pubblico > 6 dicembre 2024 – ore 11.00
La mostra La Via Lattea. Declinazioni del bianco nel XX secolo, dal 7 dicembre 2024 al 16 marzo 2025 a Villa d’Este, intende indagare il concetto di bianco all’interno della produzione artistica del Novecento, proponendo un dialogo inedito tra la contemporaneità e il codice classico, inserendo la disamina all’interno di quei segni che caratterizzano la città di Tivoli e la sua storia: dall’ambiente monocromo dei marmi statuari dei Mouseia di Villa Adriana alle cave esauste di travertino fino alle acque albule, con i sedimenti calcarei e il loro biancore che sembrano caratterizzare un paesaggio millenario nelle istanze della contemporaneità.
Organizzata dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ e curata da Andrea Bruciati, Direttore dell’Istituto, il progetto espositivo elegge a protagonista la tabula rasa intesa come azzeramento, ma anche come pagina su cui riscrivere le ricerche artistiche del XX secolo – dall’astrattismo allo spazialismo, dall’arte povera e concettuale alla performance -, in cui il monocromo si configura sia come codice di riduzione e annientamento della soggettività, sia come spazio aperto che vive delle sensazioni del fruitore dell’opera.
Grado zero del colore e del gesto creativo, grazie a nomi quali Lucio Fontana, Piero Manzoni e Alberto Burri, il bianco è diventato manifesto di nuove riflessioni artistiche, in particolare nel panorama italiano.
In mostra a Villa d’Este le opere di Stefano Arienti (Asola, 1961), Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924 – Roma 2023), Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 1922 – Roma, 2017), Carlo Benvenuto (Stresa, 1966), Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994), Agostino Bonalumi (Vimercate, 1935 – Desio, 2013), James Lee Byars (Detroit, 1932 – Il Cairo, 1997), Vanessa Beecroft (1969, Genova) Antonio Calderara (Abbiategrasso, 1903 – Lago d’Orta, 1978), Pier Paolo Calzolari (Bologna, 1943), Giuseppe Capogrossi (Roma, 1900 – Roma, 1972) Enrico Castellani (Castelmassa, 1930 – Viterbo, 2017), Mario Ceroli (Castelfrentano, 1938), Mario Dellavedova (Legnano, 1958), Lucio Fontana (Rosario,1899 – Comabbio 1968), Mario Giacomelli (Senigallia, 1925 – 2000), Alberto Giacometti (Borgonovo, Bregaglia, Svizzera, 1901 – Coira, Svizzera, 1966), Francesco Lo Savio (Roma, 1935 – Marsiglia 1963), Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano 1963), Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980), Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano 1986), Bruno Munari (Milano, 1907 – 1998), Gastone Novelli (1925, Vienna, Austria – 1968, Milano), Gina Pane (Biarritz, 1939 – Parigi 1990), Giulio Paolini (Genova, 1940), Emilio Prini (Stresa, 1943 – Roma, 2016), Angelo Savelli (1911, Pizzo – 1995, Brescia), Arcangelo Sassolino (Vicenza, 1967), Sissi (Bologna, 1977) e Kiki Smith (Norimberga, 1954).
Attraverso le opere esposte e il costante rimando paesaggistico e statuario, il percorso espositivo racconta come il bianco sia sempre stato capace di ergersi a superficie per un nuovo alfabeto, tanto da arrivare ad acquisire una completa autonomia ed essere considerato opera d’arte tout court.
Sebbene nel corso dei secoli ha antropologicamente assunto significati simbolici spesso ambivalenti – pulizia, purezza e religiosità, ma anche lutto, morte e malvagità -, le teorie del colore del XX secolo hanno dibattuto su come considerarlo: se tale come colore o piuttosto come un vuoto, un’assenza. Così la conquista al concetto di monocromo lo ha portato, nel Novecento, a risultare una vera e propria cifra connotativa.
“Dagli insegnamenti di Winckelmann, che anelava a una classicità acroma e idealizzata, all’assoluto rivoluzionario del Quadrato bianco su fondo bianco di Kasimir Malevic (1918), si assiste a un itinerario che elimina ogni contaminazione con la realtà – dichiara Andrea Bruciati direttore dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ -; in Italia questa filiazione con un classico inteso come accademia è il grande banco di prova dove si sono confrontanti i maestri del XX secolo, che hanno contribuito a rompere questa assolutezza, innervandola di fratture, pieghe, infiltrazioni, una porosità che tanto sembra essere vicina alla componente calcarea, calda e imperfetta del territorio dell’antica Tibur. Il progetto intende infatti registrare questa continua corruttibilità di un codice inteso come atemporale e fisso, per accoglierne un’idea fenomenologica, declinata in maniera spuria, dietro cui si cela la tensione verso un’utopia che rimane, in quanto tale, irraggiungibile”.
Grazie agli importanti prestiti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC), dalla Collezione Intesa San Paolo, Collezione Famiglia Mazzoli, Collezione Fioravanti Meoni, Fondazione Piero Manzoni, Galleria Mazzoli, Repetto Gallery e Sergio Casoli, la mostra circoscrive la sua indagine alla costante presenza e variazione del concetto di bianco, aprendo un campo di riflessione sulla pittura e il suo destino.
Ufficio mostre
va-ve.mostre@cultura.gov.it
Ufficio Comunicazione
va-ve.promozione@cultura.gov.it | +39 0774 330329
Ufficio stampa mostre e arte contemporanea
Adele Della Sala |+39 366 4435942
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa d’Este € 15,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
Venere disarma Marte: i fiamminghi e la Villa di Mecenate a Tivoli.

mostre
VILLÆ DI TIVOLI
MOSTRA
Venere disarma Marte: i fiamminghi e la Villa di Mecenate a Tivoli
Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli
29 novembre 2024 – 2 marzo 2025
(prorogata al 6 aprile 2025)
inaugurazione aperta al pubblico > 28 novembre 2024 – ore 17.00
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
Tivoli, 21 novembre 2024 – La mostra Venere disarma Marte: i fiamminghi e la Villa di Mecenate a Tivoli, dal 29 novembre 2024 al 2 marzo 2025 al Santuario di Ercole Vincitore, intende indagare il rapporto tra Tivoli e gli artisti stranieri, fiamminghi in particolare, che alla fine del XVI secolo la elessero come meta ideale e tappa obbligata per l’incipiente fortuna del Grand Tour, spinti dall’ammirazione per le sue imponenti rovine e la forza degli elementi naturali, primo fra tutti l’acqua.
Organizzata dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ e curata da Andrea Bruciati, Direttore dell’Istituto, l’esposizione racconta dell’antica Tibur e di come i pittori fiamminghi tradussero il complesso architettonico oggi restituito come Santuario di Ercole, con gli antri suggestivi della via Tecta, in un’officina mirabolante di oggetti alchemici, di messaggi occulti, dove si mescolano sacro e profano.
“Il progetto di questa mostra è in realtà un desiderio inesaudito perché nasce ammirando il Marte disarmato da Venere, di Rubens e Brueghel, conservato al Getty Museum di Los Angeles, purtroppo non movimentabile per ragioni conservative. La suggestione che rovine così magniloquenti hanno potuto generare in una colonia specifica di artisti, giunti a Tivoli anche grazie all’interesse cosmopolita di Ippolito II, è stata lo stimolo per poter verificare un campo di indagine ancora in gran parte inesplorato. Credo che questo sito straordinario e dalle incredibili potenzialità narrative mantenga ancora oggi un fascino senza pari: scoprirlo e promuoverlo attraverso l’analisi stratigrafica dei suoi codici è un dovere istituzionale, oltre che una grande sfida” dichiara Andrea Bruciati.
Dopo la costruzione di Villa d’Este (1550-1572), l’antica Tibur e il complesso sacro nato in epoca romana, dedicato a Ercole e allora creduto la Villa di Mecenate, costituivano una singolare e pittoresca sintesi di elementi archeologici ed elementi naturali. Per via di questa unione, l’acropoli ha sempre esercitato una forza attrattiva singolare nello sviluppo del disegno di paesaggio tra XVI e XVII secolo e gli artisti stranieri, a Roma così numerosi, si diressero sovente a Tivoli per trovare un contesto in cui la rovina fosse inserita in modo suggestivo nell’ambiente naturale.
Dal lato della Villa di Mecenate Il sito si era arricchito paesaggisticamente anche delle cascatelle artificiali sull’Aniene, create dalla canalizzazione del fiume a seguito della costruzione di Villa d’Este; inoltre già alla fine del XVI secolo la via Tecta ospitava officine metallurgiche – insediatesi poi stabilmente all’inizio del XVII secolo – rappresentando un luogo ideale primigenio in cui, nello specifico tiburtino, i quattro elementi della natura, acqua, fuoco, aria e terra, si miscelavano e affrontavano per un nuovo ordine cosmico.
Uno scenario ideale per storie sacre e profane, per raccontare la potenza della divinità e denunciare la fragilità dell’uomo, indicando al tempo stesso la via per raggiungere la salvezza e la pace.
Il Santuario di Ercole, nume tutelare dell’antica Tibur, è luogo di elezione per questa mostra che indaga e celebra il passato del sito attraverso lo sguardo degli artisti seicenteschi che vi si recarono, spinti dall’ammirazione della sua imponente architettura e dalla forza degli elementi naturali a questa correlati.
Visitatori particolarmente assidui erano pittori fiamminghi come Paul Bril (Anversa, 1554 – Roma, 1626) e Jan Brueghel (Bruxelles, 1568 – Anversa, 1625).
In mostra Paesaggio con tempio classico e cacciatore (XVI secolo, attribuito a Paul Bril), opera proveniente dalla Galleria Borghese, fissa il paesaggio tiburtino in un’inconfondibile scenografia: la stessa ripresa da Frederik van Valckenborch (Anversa, 1566 – 1623) nei suoi lavori come Paesaggio fantastico (1595-96, già̀ attribuito a Paul Bril) e Paesaggio con San Gerolamo (1595-1605 circa, già attribuito a Paul Bril), sempre dalla Galleria Borghese, che raccontano le vedute poi diffuse nelle Fiandre proprio dalle opere di Paul Bril e Jan Brueghel, che trasformarono in un topos figurativo i monumenti tiburtini e il paesaggio circostante.
Nel percorso espositivo anche Orfeo agli inferi (1594, Palazzo Pitti) di Jan Brueghel, che durante il suo viaggio in Italia fece prima tappa a Napoli, dove acquistò considerevole fama per i cosiddetti Inferni, opere ambientate in scenari suggestivi come le solfatare di Pozzuoli. Quando giunse a Roma (1593), tale fama gli valse il soprannome di Jan degli Inferni, con cui conquistò l’attenzione di numerosi committenti: tra questi Francesco Maria Del Monte, per il quale realizzò l’Orfeo agli inferi.
Jan Brueghel rimase talmente colpito dagli antri suggestivi della via Tecta e dalle arcate del Santuario di Ercole a Tivoli che l’inconfondibile scenario ricorre in numerose opere dell’artista, tra le quali la più significativa è Venere che disarma Marte (Getty Museum), realizzata in collaborazione con Peter Paul Rubens dopo il 1610.
Provenienti dalle Gallerie degli Uffizi le tavole di Bernard Rantwyck (notizie 1573 – ante 1596) che rappresentano Le Sette Meraviglie del mondo (1611), dove il paesaggio romano e tiburtino, frantumato in dettagli inconfondibili, fa da sfondo alle architetture monumentali in cui si manifesta lo spirito creatore degli dèi e degli uomini. Nella scena vi sono episodi legati alla storia dei monumenti stessi, con personaggi all’interno di quinte paesaggistiche che rappresentano il tempio di Diana a Efeso, le piramidi d’Egitto, il Colosso di Rodi, la Statua di Zeus a Olimpia, il Mausoleo di Alicarnasso, le Mura di Babilonia e il Colosseo.
Dalla collezione Spannocchi della Pinacoteca di Siena, La torre di Babele, ambito di Abel Grimmer (fine XVI – inizio XVII), Il giorno (Cristo tentato nel deserto) e Il tramonto (Cristo in Emmaus) entrambe di Johan König (Norimberga 1586 – Augusta 1642) a raccontare come i monumenti tiburtini segnarono in modo inconfondibile una scenografia che ben si presta a rappresentare il clima devozionale di quegli anni a Roma: nei quadri dei maestri il paesaggio tiburtino si popola di storie tratte dalla Bibbia e dal Vangelo e di santi in adorazione della magnificenza del creato.
Ufficio Mostre
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Ufficio Comunicazione
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Ufficio Stampa Mostre e Arte Contemporanea
Adele Della Sala | +39 366 4435942
Il costo del biglietto è di € 10,00.
Bernard Rantwyck, Le Sette Meraviglie del mondo: Il Tempio di Diana ad Efeso, 1611, olio su tavola, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, The Seven Wonders of the world: The Temple of Diana in Ephesus, 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, Le Sette Meraviglie del mondo: Le Piramidi d’Egitto 1611, olio su tavola, Galleria degli Uffizi
Bernard Rantwyck, The Seven Wonders of the world: The Pyramids of Egypt, 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, Le sette meraviglie del mondo: Il Colosso di Rodi 1611, olio su tavola, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, The Seven Wonders of the World: The Colossus of Rhodes, 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, Le sette meraviglie del mondo: La statua di Zeus ad Olimpia, 1611, olio su tavola, Galleria degli Uffizi
Bernard Rantwyck The Seven Wonders of the world: The statue of Zeus at Olympia, 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, Le sette meraviglie del mondo: Il Mausoleo di Alicarnasso, 1611, olio su tavola, Galleria degli Uffizi
Bernard Rantwyck The Seven Wonders of the world: The Mausoleum of Halicarnassus, 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, Le sette meraviglie del mondo, le Mura di Babilonia, 1611, olio su tavola, Galleria degli Uffizi
Bernard Rantwyck The Seven Wonders of the world, The Walls of Babylon 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Bernard Rantwyck, Le sette meraviglie del mondo: Il Colosseo, 1611, olio su tavola, Galleria degli Uffizi
Bernard Rantwyck The Seven Wonders of the world: The Colosseum, 1611, oil on panel, Gallerie degli Uffizi
Jan Brueghel il vecchio, Orfeo agli inferi, 1594 firmato e datato, olio su rame, Gallerie degli Uffizi
Jan Brueghel il vecchio, Orpheus to the Underworld, 1594 firmato e datato, olio on copper, Gallerie degli Uffizi
Paul Bril (?), Paesaggio con tempio classico e cacciatore, ultimo decennio del secolo XVI, olio su tela, Galleria Borghese
Paul Bril (?), Landscape with classical temple and Hunter, last decade of the 16th century, oil on canvas, Galleria Borghese
Paul Bril (?), Paesaggio fantastico, 1595-1596 circa, olio su tela, Galleria Borghese
Paul Bril (?), Fantastic landscape, c. 1595-1596, oil on canvas, Galleria Borghese
Frederick Van Valckenborch, Paesaggio con San Gerolamo, 1595 – 1605 ca., olio su tela, Galleria Borghese
Frederick Van Valckenborch, Landscape with St. Jerome, 1595 – c. 1605, oil on canvas, Galleria Borghese
Abel Grimmer, ambito di, La torre di Babele, sec. XVI-XVII, olio su tavola, Pinacoteca Nazionale di Siena, Collezione Spannocchi
Abel Grimmer, sphere of, The Tower of Babel, 16th-17th centuries, oil on panel, Pinacoteca Nazionale di Siena, Spannocchi Collection
Johan König, Il giorno (Cristo tentato nel deserto), sec. XVII, olio su tela, Pinacoteca Nazionale di Siena, Collezione Spannocchi
Johan König, The Day (Christ tempted in the desert), 17th century, oil on canvas, Pinacoteca Nazionale di Siena, Spannocchi Collection
Johan König, Il giorno (Cristo tentato nel deserto), particolare, sec. XVII, olio su tela, Pinacoteca Nazionale di Siena, Collezione Spannocchi
Johan König, The Day (Christ tempted in the desert), detail, 17th century, oil on canvas, Pinacoteca Nazionale di Siena, Spannocchi Collection
Johan König, Il tramonto (Cristo in Emmaus), sec. XVII, olio su tela, Pinacoteca Nazionale di Siena, Collezione Spannocchi
Johan König, The Sunset (Christ in Emmaus), 17th century, oil on canvas, Pinacoteca Nazionale di Siena, Spannocchi Collection
Atelier.it: un viatico nelle pratiche pittoriche

mostre
ATELIER.IT: un viatico nelle pratiche pittoriche
Una ricognizione sulla pittura italiana, con dieci artisti in mostra selezionati da Andrea Bruciati e Stefano Arienti
Antiquarium, Santuario di Ercole Vincitore, Tivoli
20 settembre – 3 novembre 2024
(prorogata al 4 novembre)
Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ
Inaugurazione aperta al pubblico e alla stampa > 20 settembre 2024 ore 17.30
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
L’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ presenta il secondo episodio del progetto espositivo ATELIER.IT: un viatico nelle pratiche pittoriche.
In mostra dal 20 settembre 2024, nell’Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore le opere di Simone Berti, Bea Bonafini, Cuoghi Corsello, Paolo Gonzato, Andrea Mastrovito, Edoardo Piermattei, Enrico Tealdi, Eva Chiara Trevisan, Vedovamazzei e Serena Vestrucci a voler rappresentare una ricognizione sulla pittura italiana fatta da Andrea Bruciati Direttore dell’Istituto e l’artista Stefano Arienti.
La mostra è il secondo appuntamento dedicato al progetto – ideato e curato da Andrea Bruciati – che vede ogni volta il curatore affiancato da un celebre artista con il quale viene approntata una scelta e una forma curatoriale di tipo dialogico.
Il palinsesto ideato in più momenti ha visto per il primo appuntamento Francesco De Grandi, mentre per il secondo è l’artista Stefano Arienti che fa da co-curatore nella scelta dei colleghi.
Il dialogo tra Andrea Bruciati e Stefano Arienti, in una autoriale disamina e puntuale ricognizione dello stato attuale della pittura italiana, è come un itinerario che va percorso e che si trasforma nell’esposizione delle dieci opere per i dieci artisti prescelti, per far emergere una visione specifica di ciò che è la pittura in Italia oggi.
Il progetto tende a valorizzare le esperienze artistiche più significative nell’ambito della continua attività dell’Istituto volta a sondare la contemporaneità in chiave artistica.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Santuario di Ercole Vincitore € 7,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
- Simone Berti
- Bea Bonafini
- Cuoghi Corsello
- Paolo Gonzato
- Andrea Mastrovito
- Edoardo Piermattei
- Enrico Tealdi
- Eva Chiara Trevisan
- Vedovamazzei
- Serena Vestrucci
Cari agli dèi: l’età giovane e la rivoluzione nelle arti

mostre
Villa d’Este, Tivoli
19 luglio – 3 novembre 2024
(prorogata al 4 novembre)
Tivoli, 17 luglio 2024 – La mostra Cari agli dèi: l’età giovane e la rivoluzione nelle arti a Villa d’Este dal 19 luglio al 3 novembre 2024 rende omaggio ai grandi artisti venuti a mancare in giovane età.
Organizzata dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ e curata da Andrea Bruciati Direttore dell’Istituto, l’esposizione estende la sua riflessione a tutti i campi dell’arte, dalla pittura alla musica, dalla poesia al cinema alla fotografia, indagando quelle figure che in pochissimi anni hanno rivoluzionato i segni del mondo loro contemporaneo attraverso la loro arte.
Il titolo, tratto da un antico verso del commediografo greco Menandro (342-291 a.C. ca.), evoca la questione della morte prematura, punto focale dell’esposizione: “Cari agli dèi” sono le parole che tentano di dare consolazione al dolore di un lutto prematuro, cercando di sanare la perdita con la consapevolezza che gli dèi, riconoscendo il valore e le grandi capacità dei giovani, li abbiano voluti richiamare a sé per averli vicini.
Umberto Boccioni, Antonio Sant’Elia, Scipione, Yves Klein, Piero Manzoni, Pino Pascali, Francesca Woodman e Andrea Pazienza, nella loro breve carriera sono stati capaci di realizzare contributi tanto significativi da cambiare profondamente il linguaggio dell’arte contemporanea.
Accanto alle loro opere, i capolavori di scrittori quali Stephen Crane, Percy Bysshe Shelley, John Keats, Anne Brontë, Henri Alban Fournier, Raymond Radiguet, Heinrich von Kleist, Antonia Pozzi che hanno modificato in maniera indelebile i codici linguistici e l’immaginario collettivo.
Nelle stanze di Villa d’Este, anche spezzoni di film e brani musicali di grandi nomi del passato che nella loro esistenza hanno lasciato capolavori indimenticabili, rivoluzionando la storia del cinema e della musica.
“La rassegna illustra il terzo capitolo di una trilogia che prende spunto dal pensiero di Friedrich Nietzsche, quale risposta culturale alla tragedia umana legata al Covid – racconta Andrea Bruciati -; partire da un’analisi dell’uomo e delle sue fragilità (Ecce Homo, 2021) per una diversa consapevolezza (Umano troppo umano, 2022) al fine di superare i nostri limiti ed evidenziare l’importanza ricostruttiva attraverso le nuove generazioni (Cari agli dei, 2024), è l’obbiettivo che questo itinerario si era preposto. Le nostre radici culturali partono dai semidei dell’arte classica per aggiornarsi alle valenze maledette della poesia simbolista per trovare ampia testimonianza, soprattutto musicale, lungo il secolo appena trascorso. Nello specifico il progetto al centro della disamina è una ricognizione che si focalizza su autori che hanno rivoluzionato le arti visive in Italia nel XX secolo, perché ritengo che l’Istituto, esso stesso risultato di protagonisti pionieristici ai loro tempi, debba ritornare ad essere quella fucina di idee e di soluzioni aperte alla contemporaneità, seminali al prossimo futuro.”
Da importanti istituzioni, fondazioni e collezioni private provengono le circa 50 opere che compongono il focus dell’esposizione. Tra queste: La sintesi plastica di figura seduta (Silvia) di Umberto Boccioni (Reggio Calabria,1882 – Verona, 1916), proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e realizzata nel 1915, durante la fase più tarda dell’attività dell’artista, segnata da un momento di ritorno alla figurazione; l’Edificio monumentale (1914) di Antonio Sant’Elia (Como, 1888 – Monfalcone, 1916), esemplare di una delle tematiche più studiate dall’architetto futurista e oggi conservato nella Pinacoteca Civica di Como; gli Uomini che si voltano dell’ultimo Gino Bonichi, noto come Scipione (Macerata, 1904 – Arco, 1933), del 1930 sempre dalla GNAM, da cui giunge anche l’International Klein blu 199 di Yves Klein (Nizza, 1928 – Parigi, 1962) realizzato nel 1958 utilizzando il pigmento puro della profonda tonalità di oltremare messa a punto dallo stesso artista.
Importante la presenza di Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano, 1963), di cui non mancano l’iconica Merda d’artista (1961, Collezione privata Barbara e Giulio Meoni Fioravanti, Siena);
le 8 Tavole di accertamento (1962), provenienti dalla Fondazione Piero Manzoni di Milano, fra i suoi lavori più anomali, e la Linea di lunghezza infinita (1960, Collezione privata Fioravanti Meoni, Siena), parte della serie delle Linee in cui l’artista sfida l’immaginazione.
Di Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968), fra i suoi molti lavori in mostra, è presente anche l’opera dal titolo Le mignotte da collezione privata, realizzata nel 1961.
Di Francesca Woodman un disegno a matita su carta dal titolo Posso fare qualcosa per te del 1977, proveniente da collezione privata. Mentre del fotografo Stephan Brigidi, due ritratti della Woodman a Roma provenienti dal Museo del Louvre, Roma.
Di Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 1956 – Montepulciano, 1988), invece, immancabile il riferimento al personaggio più significativo uscito dalla sua matita, con l’opera Zanardi Davide & Golia del 1983, proveniente dalla Fondazione Pescarabruzzo di Pescara.
Si ringrazia per la collaborazione alla realizzazione della mostra la Fondazione Piero Manzoni di Milano, Musei Civici di Como e Fondazione Pescarabruzzo di Pescara.
Cari agli dèi: l’età giovane e la rivoluzione nelle arti
18 luglio – 3 novembre 2024
Villa d’Este, Tivoli
Ufficio Stampa mostra
Adele Della Sala
adele.dellasala@gmail.com
M. +39 366 4435942
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa d’Este € 15,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
SI FAS EST, SUPERARE DIVOS (superiore, se è lecito, agli dei)

mostre
SI FAS EST, SUPERARE DIVOS
(superiore, se è lecito, agli dei)
Fotografie di YURI ANCARANI
a cura di Andrea BruciatiMouseia, Villa Adriana, Tivoli
La mostra rimarrà aperta fino 3 novembre 2024(prorogata al 4 novembre)
Incontro con l’artista: 3 luglio 2024 ore 17.00
Location:
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
La mostra fotografica Si Fas Est, Superare Divos (superiore, se è lecito, agli dei), del videoartista Yuri Ancarani (Ravenna, 1972), riflette sull’apparente impossibilità di congiunzione fra desiderio e memoria, restituendo, attraverso uno sguardo contemporaneo, le atmosfere leggendarie evocate dagli scenari di Villa Adriana.
Le 10 fotografie di Ancarani che immortalano giovani cowboy accanto ai busti di Adriano, esposte nei Mouseia di Villa Adriana a Tivoli, fino al 6 ottobre 2024 (prorogata al 3 novembre 2024), sono una selezione di quelle realizzate durante il backstage di un video, girato nel sito adrianeo, con cui Ancarani desidera rendere omaggio a Ottorino Respighi (1879-1936) compositore, musicologo e direttore d’orchestra italiano, che ispirò molto Ennio Morricone e le colonne sonore dei mitici film western di Sergio Leone.
L’innesto del western all’italiana, nello scenario estivo della Villa, ha dato vita a una narrazione di sorprendente sintonia fra i cowboy protagonisti e i beni in esposizione temporanea e permanente conservate presso i Mouseia, istaurando così il dialogo delle opere fotografiche con il patrimonio archeologico e paesaggistico delle VILLÆ.
I giovani cowboy diventano, negli scatti, “statue accanto alle statue”, creando un corridoio temporale inaspettato e inconsueto fra il contemporaneo e il remoto.
L’armonia degli attori anima il sito archeologico e in particolare gli ambienti storici, quali l’Aula con tre Esedre, la Peschiera, il Triclinio estivo, Piazza d’oro e l’Edificio degli Hospitalia, attualizzando la lettura, la percezione e l’interiorizzazione dei beni culturali e paesaggistici in gestione all’Istituto attraverso la produzione attuale della creatività artistica.
Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2023, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e organizzato dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLAE, vincitore del bando con I Patriarchi di Villa Adriana, di cui la mostra, a cura di Andrea Bruciati, direttore dell’Istituto, rappresenta una delle tappe della proposta culturale, insieme all’incontro con l’artista in fase di produzione e l’uscita del catalogo della mostra.
Il progetto è il secondo capitolo della ricerca di Ancarani su Roma, città iconica, capitale dell’Impero romano e sede di Cinecittà: il luogo che meglio fa luce sul sentimento di nostalgia che Ancarani ritiene dilagante nel panorama cinematografico attuale e che rappresenta entro una dimensione differente e inaspettata negli scatti in mostra.
“La mostra dal catulliano titolo rappresenta la declinazione espositiva del progetto I Patriarchi di Villa Adriana – dichiara Andrea Bruciati – e l’idea prende le mosse da un omaggio dell’artista a Ottorino Respighi, dove si intrecciano suggestioni musicali legate alle fontane dell’antichità romana, aggiornate dalle colonne sonore di Sergio Leone ed Ennio Morricone. Una volta ambientata e trasposta la vicenda nel sito adrianeo, l’immaginario di Ancarani si colora del paesaggio fittizio del western all’italiana, arricchendosi delle valenze letterarie d’amore fra l’imperatore Adriano e l’amasio Antinoo. Al centro degli scatti, una ricognizione narrativa apparentemente impossibile fra desiderio e memoria, fra la calura estiva del sito e i busti dell’Imperatore, per riverberare atmosfere mai sopite nella leggenda.”
IL PROGETTO
Nel 2023, durante il suo lavoro di ricerca sull’immagine, concentrato sulla città di Roma, grazie alla collaborazione con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Yuri Ancarani ha avuto l’opportunità di studiare la Trilogia romana di Ottorino Respighi – tre poemi sinfonici che rappresentano la sua opera più famosa – individuando, con immensa sorpresa, nelle articolate composizioni, caratterizzate da incessanti e repentini cambiamenti di immagini, inquadrature e umori, i veri e propri precursori delle colonne sonore cinematografiche.
Camminando fra le rovine di una Roma afosa e piena di turisti, l’artista immagina che sono proprio le musiche delle fontane a ispirare e fare spazio alle melodie di Ennio Morricone e Sergio Leone, animando quindi le più note saghe di spaghetti western di sempre.
Questo scenario di partenza, però, era troppo caotico perché potesse sviluppare a pieno la sua intuizione. Sentiva la necessità di uscire da quell’“infernale parco giochi”, alla ricerca di un’ambientazione più affine e capace di abbracciare le immagini cinematografiche dei cowboy che la musica gli suggeriva.
Tivoli e le sue montagne si sono allora rivelate una soluzione perfetta: con le sue meravigliose rovine, Villa Adriana ha permesso alla riflessione di Ancarani di procedere istintiva, generandosi libera a partire dalle melodie di Respighi, per allineare in armonia la dimensione dell’antica Roma e quella della Roma di Cinecittà.
Durante le riprese del video, l’artista ha scelto come protagonisti giovani che rappresentano il massimo del maschile, enfatizzato da cinturoni e pistole. Vedendoli avvicinarsi alle statue, si è reso conto di come si stesse creando un’atmosfera ammaliante, inattesa.
I modelli vestiti da cowboy si muovevano fra le rovine romane con naturalezza, mostrando i loro personaggi in perfetta sintonia con busti e statue.
Ricordandosi dell’amore fra l’imperatore Adriano e Antinoo, l’autore si è allora soffermato sulla sovrapposizione tra sogno e desiderio.
Gli scatti in mostra, realizzati durante il backstage, sono portavoci di una dimensione di nostalgia che l’autore individua come caratteristica distintiva del cinema odierno, così costantemente in contatto con il passato da rendere difficile, entro la sua sfera, l’uso della parola innovazione in senso stretto.
Le fotografie, che testimoniano questo indistruttibile legame fra remoto e contemporaneo, sono il tentativo di Ancarani di giocare con la nostalgia, non potendola evitare. Come dichiara: “E allora, annodiamoli tutti insieme i fili di questa nostalgia, e vediamo che cosa ne esce!”
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa Adriana € 12,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
Nato a Ravenna nel 1972, Yuri Ancarani è un video artista e film-maker italiano.
Le sue opere nascono da una continua commistione fra cinema documentario e arte contemporanea e sono il risultato di una ricerca spesso tesa a esplorare regioni poco visibili del quotidiano, realtà in cui l’artista si addentra in prima persona.
I suoi lavori sono stati presentati numerose mostre e musei nazionali e internazionali, ha partecipato a numerosi festival e ricevuto prestigiosi premi e riconoscimenti, fra i quali: il “Premio Acacia”, 2023 Milano; il “Premio speciale della giuria CINÉ+” Cineasti del presente, 69° Locarno Film Festival (Locarno, Svizzera); cinque nominations ai Cinema Eye Honors, Museum of Moving Image (New York, USA); il “Grand Prix in Lab Competition”, Clermont Ferrand Film Festival (Clermont Ferrand, Francia).
Mirabilia et Antiquaria: opere per una collezione

mostre
Mirabilia et Antiquaria: opere per una collezione
16 maggio – 7 luglio 2024
Villa d’Este e Santuario di Ercole Vincitore
Presentazione al pubblico e alla stampa > giovedì 23 maggio ore 17.30
Giardino dei melàngholi, Villa d’Este
Location:
Villa d’Este
Piazza Trento, 5
Tivoli
T. +39 0774 5589
Santuario di Ercole Vincitore
Via degli Stabilimenti, 5
Tivoli
T. +39 0774 330329
Negli spazi di Villa d’Este, a partire dal 16 maggio fino al 7 luglio 2024 l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ ospita Mirabilia et Antiquaria: opere per una collezione, esposizione delle opere degli artisti Stefano Arienti, Flavio Favelli, Nico Vascellari e Nicola Verlato, recentemente entrate a far parte della collezione di arte contemporanea dell’Istituto, grazie al bando PAC 2022-2023 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Insieme, saranno visibili al pubblico anche l’opera dell’artista Petra Feriancová e le opere di Thomas Braida, Gianni Caravaggio, Francesco de Grandi, Mariangela Levita, Andrea Mastrovito, Giusy Pirrotta, Davide Serpetti, Luca Trevisani, Luca Vitone, già presenti in collezione e raccolte nell’esposizione permanente dal titolo Deposito d’Arte Contemporanea al Santuario di Ercole Vincitore.
L’attività dell’Istituto in ambito contemporaneo è volta a portare nuove narrazioni tra passato e presente, per sensibilizzare il pubblico a diverse esperienze di fruizione dei siti e a una diversa sensibilizzazione dei luoghi.
Il progetto espositivo Mirabilia et Antiquaria: opere per una collezione sarà presentato al pubblico e alla stampa in occasione della apertura a Villa d’Este del Giardino dei melàngholi – giovedì 23 maggio 2024 ore 17.30.
“Le continua ricerche nel panorama dell’arte contemporanea e l’acquisizione di opere sono volte a rafforzare il collegamento fra la storicità dell’Istituto e la fruibilità di questi luoghi nel presente – dichiara Andrea Bruciati Direttore delle Villæ di Tivoli -. Il dialogo della nuova collezione con i depositi e le opere in situ sottolinea l’intento a voler proseguire il principio di innovazione e modernità che da sempre caratterizza l’esistenza di Villa Adriana e Villa d’Este, all’avanguardia nel momento della loro fondazione e che hanno dettato i principi dell’estetica nella loro epoca.
Anche l’apertura del Giardino dei melàngholi, che oggi accoglie il roseto con la nuova Rosa Arsa Estensis, è un evento all’insegna della novità che ripercorre le orme del passato, quando nel Rinascimento c’erano collezioni botaniche, rientrando anche nella nostra attenzione contemporanea alla natura e alla biodiversità.”
Il progetto di acquisizione di opere d’arte contemporanea vuole, da un lato indagare lo stato della pittura in Italia, dall’altro valorizzare le esperienze artistiche più significative; inoltre, tutti gli artisti selezionati sono stati scelti perché hanno nella loro ricerca elementi delle peculiarità identitarie che contraddistinguono i siti che accoglieranno e conserveranno le loro opere: Villa Adriana, Villa d’Este e il Santuario di Ercole Vincitore.
Dall’analisi strutturale della rovina, declinata attraverso il codice della colonna, si inserisce infatti il lavoro di Flavio Favelli, Traliccio Tunisi (2019), un assemblaggio plastico che si erge all’interno dell’argomentazione architettonica frammentaria del sito adrianeo. In tale prospettiva anche la riflessione sul mito di Niobe (il più presente in tutti i siti dell’Istituto) dell’opera pittorica di Nicola Verlato, Apollo che saetta i figli di Niobe (2021), che della dialettica con la storia ha fatto il suo fulcro di interesse; così come Stefano Arienti, che nelle opere Amore e Psiche (da Antonio Canova, 1991) e L’incontro (da Andrea Mantegna, 2006) ha posto la sua analisi dell’immagine della riflessione linguistica sulla storia dell’arte. La Natura poi vuole essre il centro del lavoro della problematica cogente di Nico Vascellari che nel suo video A Great Circle (2003) pone al centro dell’indagine il rapporto dell’uomo con i cicli biologici.
Ufficio Mostre: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Ufficio stampa Mirabilia et Antiquaria: opere per una collezione
Adele Della Sala
M. +39 366 4435942 | ads@ufficiostampa-arte.it
- Stefano Arienti
- Flavio Favelli
- Nico Vascellari
- Nicola Verlato
Atelier.it

mostre
ATELIER.IT
un viatico nelle pratiche pittoricheSantuario di Ercole Vincitore, Tivoli
15 marzo– 9 giugno2024
Inaugurazione, 14 marzo – h. 17.30Ente organizzatore Istituto Villa Adriana e Villa d’Este -VILLÆ
Progetto a cura di: Andrea Bruciati
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
L’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ presenta l’episodio zero del nuovo format Atelier.IT: un viatico nelle pratiche pittoriche. Il progetto tende a valorizzare le esperienze artistiche più significative nell’ambito della continua attività dell’Istituto volta a sondare la contemporaneità in chiave artistica. Il palinsesto progettuale è ideato in più momenti, in ognuno dei quali sono esposti 10 pittori selezionati dal curatore Andrea Bruciati, direttore delle VILLÆ, con l’ausilio di uno fra gli autori più affermati del panorama artistico attuale. Per questo primo episodio, il curatore dialoga con l’artista Francesco De Grandi, in una autoriale disamina e puntuale ricognizione dello stato attuale della pittura italiana. Il percorso espositivo ha luogo nell’Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore dal 15 marzo al 9 giugno 2024. Gli artisti selezionati sono:
Alessandro Aprile, Thomas Braida, Michele Cesaratto, Luca De Angelis, Roberto De Pinto, Leonardo Devito, Luisa Me, Elisabetta Marino, Luigi Presicce, Andrea Respino.
“La pittura in Italia – commenta Francesco De Grandi – è segnata da sentieri dove ci si incrocia, si cammina assieme o ci si osserva da lontano. Riconoscersi significa creare delle costellazioni, punti luminosi che risuonano. Con Andrea abbiamo tracciato una linea che attraversa alcune generazioni di pittori, ciò che unisce questi lavori sono assonanze, linee segrete, passioni condivise” .
“Con questo inedito format, che vede per il primo episodio la fondamentale collaborazione di Francesco – dichiara Andrea Bruciati – si vuole indagare l’attuale stato della pittura in Italia ponendo, nello specifico, l’accento su quelle personalità che possiedono una sensibilità quasi preromantica. Apparentemente lontano dalla contingenza della contemporaneità, quello che si dipana è una sorta di fil rouge che opera con cifre stilistiche riconducibili alle atmosfere insondabili dell’inconscio: la mostra rende pertanto manifesto un canovaccio quasi visionario, che illustra una diversa narrazione della scena pittorica, volta ad un ‘favoloso’ straniante”.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Santuario di Ercole Vincitore € 7,00. Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
D’après nature: Giorgio Morandi / Cy Twombly

mostre
Villa d’Este – Tivoli
7 Dicembre 2023 – 5 Maggio 2024
A cura di Andrea Bruciati
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ presenta la mostra D’après nature: Giorgio Morandi / Cy Twombly nelle sale di Villa d’Este a Tivoli dal 7 dicembre 2023 al 5 maggio 2024. L’importante progetto espositivo si inserisce nella programmazione 2023 / 24 dell’Istituto dedicata a una riflessione sul paesaggio nella contemporaneità e anticipa la prestigiosa rassegna dedicata all’importanza di Villa d’Este nella storia dell’arte e nell’iconografia del Grand Tour della prossima primavera.
Luogo di trasformazione e integrazione tra natura e opera dell’uomo, il sito tiburtino accoglie e riflette gli aspetti più intimi nelle opere d’arte dei due grandi maestri del XX secolo, uniti idealmente dagli ambienti rinascimentali decorati che rivestono interamente le pareti delle sale di Villa d’Este. Per entrambi si parla di una sorta di alfabeto minimale usato per esprimere con modalità essenziali la realtà, pervenendo così ad un linguaggio che si spinge al di là del dato retinico.
I temi di Morandi sono infatti fenomenologici per il loro minimo cambiamento nella forma: il paesaggio contribuisce sempre a confermare lo stesso diverso presente, rivelando con declinazioni e variabili impercettibili l’anima e l’essenza di un quotidiano che si riverbera nel suo studio e nel suo caro Appennino. Allo stesso modo, in Twombly, si assiste alla decodificazione della realtà attraverso un linguaggio fotografico fatto di inquadrature veloci, che mettono in scena un diario intimo dalla forte caratterizzazione biografica. La luce, le forme sfocate dei dettagli sono le coordinate compositive per una immagine frammentaria, caduca, fragile nella sua immediatezza.
L’esposizione, che nasce dalla collaborazione con il Museo Morandi | Settore Musei Civici di Bologna, la Fondazione Nicola Del Roscio di Roma, con l’aiuto di Cristian Grasu, e alcuni prestiti privati, intende pertanto indagare la sensibilità e l’affinità ‘sentimentale’ che connota il canone naturalistico di due grandi maestri, quali Giorgio Morandi (Bologna, 1890 – 1964) e Cy Twombly (Lexington, 1928 – Roma, 2011). Sono proposti pertanto in dialogo dipinti, acquerelli e disegni del primo, nonché immagini fotografiche e documenti di repertorio del secondo.
Andrea Bruciati, Direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este e curatore del progetto commenta:
“Come ben rappresentano le varie e articolate espressioni artistiche delle VILLÆ, il progetto si focalizza sulla reinterpretazione sensistica e panica del concetto rinascimentale di uomo e natura, rivitalizzata attraverso la decodificazione problematica del Novecento. L’attenzione a una sorta di ecologia culturale unica a Villa d’Este permette di creare suggestioni e connessioni che possono ispirare nuovi temi interpretativi, analisi e studi, evidenziando nel contempo, la grande fascinazione delle opere di grandi maestri. La piattaforma diacronica che l’Istituto incarna, in tal senso si rinnova: si suggeriscono nuovi canovacci per una narrazione che si aggiorna alla luce del XX secolo. La mostra delinea un diverso concetto di bellezza, problematicizzandolo secondo la nostra sensibilità contemporanea, applicandolo ad un contesto ambientale oramai in veloce trasformazione.”
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa d’Este € 16,00 fino al 15 dicembre 2023 per emergenza eventi alluvionali.
Dal 16 dicembre 2023 € 15,00.
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
Io sono una forza del passato: Adriano, i ritratti

mostre
Villa Adriana, Tivoli
30 novembre 2023 – 5 maggio 2024
(prorogata al 9 giugno 2024)
Location:
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
Villa Adriana a Tivoli ospita dal 30 novembre al 5 maggio 2024, presso i Mouseia, la mostra Io sono una forza del passato: Adriano, i ritratti a cura di Andrea Bruciati, un’inedita esposizione che riunisce tutte le tipologie ritrattistiche note dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.).
Nuovo appuntamento, dopo Antinoo disparu: memorie di un desiderio, dedicato al tema della storia e della memoria, con doppio omaggio a due grandi intellettuali, Pasolini e Proust, la mostra trae spunto dalla suddivisione in tipi degli oltre 150 ritratti adrianei noti, intrapresa da Max Wegner nel 1956 e oggi giunta a otto. In questo lavoro di confronto ci si avvale di prestiti prestigiosi, dai Musei Capitolini di Roma e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma si attinge anche alle collezioni dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este.
La mostra occupa in parte il primo piano dei Mouseia, dialogando con l’esposizione permanente di opere provenienti da Villa Adriana. Inoltre, mentre le Amazzoni del ciclo statuario del Canopo sono in prestito presso i Musei Capitolini a Roma nell’ambito dell’esposizione monografica dedicata a FIDIA, il progetto dedicato ai ritratti adrianei è destinato a risemantizzare gli spazi e a integrare l’offerta espositiva per i visitatori. La mostra rappresenta pertanto l’occasione non solo per vedere insieme, come in un esclusivo repertorio marmoreo, le tipologie ritrattistiche dell’imperatore, ma soprattutto per confrontarsi direttamente con la vitalità del passato, la cui eredità interroga e sollecita il presente, in quanto ad esso appartiene intimamente.
Andrea Bruciati, curatore e direttore delle VILLÆ, commenta: “La Regina Villarum che l’imperatore Adriano fece edificare a Tivoli tra il 118 e il 138 d.C. materializza il legame profondo del presente con le suggestioni del mondo classico. Attraverso questo nuovo ed inedito progetto scientifico, in un gioco di specchi, il ritratto dell’imperatore, una forza del Passato, consente di aggiornare, problematicizzandolo, il ruolo della rappresentazione plastica del Potere. Di contro, citando Pasolini, di percepire la parte più vitale della nostra Memoria, sede dei nostri Ricordi e dei nostri Conflitti”.
a cura di Andrea Bruciati
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Area Archeologica di Villa Adriana € 13,00 fino al 15 dicembre 2023 per emergenza eventi alluvionali.
Dal 16 dicembre 2023 € 12,00.
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
Oreste Casalini: Epicentro

mostre
Esposizione temporanea a cura di
Andrea Bruciati, Davide Bertolini, Maura Picciau, Maria Sole Cardulli15 luglio – 5 novembre 2023 (prorogata al 26 novembre 2023)
14 luglio inaugurazione h. 17.30Santuario di Ercole Vincitore
Tivoli
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
La mostra, promossa dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e organizzata dall’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ, rende omaggio a Oreste Casalini (Napoli, 1962- 2020) a tre anni dalla prematura scomparsa.
Il progetto tende a valorizzare un’esperienza artistica significativa nell’ambito della continua attività dell’Istituto volta a sondare la contemporaneità in chiave artistica.
Il percorso espositivo è allestito tra esterno e interno negli spazi del Santuario di Ercole Vincitore e propone una selezione di lavori realizzati su diversi medium per dare la misura della complessa produzione dell’artista fatta di opere scultoree, pittoriche e grafiche che si accostano spesso all’espressione architettonica.
Il linguaggio di Casalini ha attinto liberamente alle Avanguardie storiche del ‘900 e si è confrontato spesso con la “monumentalità”. Le sue figure – massicce, materiche e imponenti – sono spesso senza volto, riecheggiano i manichini metafisici e le maschere delle civiltà di interesse etnologico.
La mostra propone dunque un approfondimento in chiave retrospettiva di una ricerca artistica che si è confrontata con la memoria, il ricordo e l’archetipo, riflettendo sulla natura dell’uomo e sulla valenza etica e civile dell’arte.
Nel percorso espositivo svolge un ruolo chiave Epicentro progetto artistico presentato alla 52a Biennale di Architettura di Venezia e realizzato in seguito al sisma del 2009 che ha devastato L’Aquila. Il progetto si basa sulla tragica esperienza ma sonda la dimensione nuova e diversa dello spazio che si misura con l’umanità piegata dalla tragedia ma proiettata in un continuo divenire: epicentro dunque come sintesi di una parabola umana e artistica dove l’arte incarna un’istanza civile, etica e morale.
Ente organizzatore Istituto Villa Adriana e Villa d’Este -VILLÆ
a cura di:
Andrea Bruciati, Davide Bertolini, Maura Picciau, Maria Sole Cardulli
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Santuario di Ercole Vincitore (16 settembre – 5 novembre 2023) € 7,00 + € 1,00 per emergenza eventi alluvionali.
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente.
Artificialia et Mirabilia

mostre
Esposizione delle opere acquisite grazie al
PAC2021 – Piano per l’Arte ContemporaneaVilla d’Este dal 14 luglio al 5 novembre 2023 (prorogata al 12 novembre 2023)
(con due sezioni a Villa Adriana e al Santuario di Ercole Vincitore)Incontro con gli artisti
Villa d’Este
14 luglio ore 10.30
26 luglio ore 17.00
Da venerdì 14 luglio 2023, le VILLÆ aprono al pubblico presso Villa d’Este, con due sezioni anche a Villa Adriana e al Santuario di Ercole Vincitore, l’esposizione Artificialia et Mirabilia, progetto curato da Andrea Bruciati che vede riunite le opere acquisite grazie al PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura: Nebbia dissolta dalla pioggia + Melancolia, ovvero trasparente di Gianni Caravaggio (Rocca S. Giovanni, 1968), Del vero amore di Francesco De Grandi (Palermo, 1968), Dreamers di Andrea Mastrovito (Bergamo,1978) e Vodorosli di Luca Trevisani (Verona, 1979).
Nell’ambito di Artificialia et mirabilia, venerdì 14 luglio alle ore 10.30, Gianni Caravaggio, Francesco De Grandi, Andrea Mastrovito e lunedì 26 luglio alle ore 17.00 Luca Trevisani, i quattro artisti coinvolti nel progetto, incontrano il pubblico, sempre a Villa d’Este, per raccontare l’evoluzione delle loro ricerche, contestualizzate nel rapporto con il patrimonio culturale delle VILLÆ.
Il progetto prevede focus dedicati alle singole opere contemporanee, che sono così poste in dialogo con i reperti delle collezioni permanenti dell’Istituto conservate nei Mouseia di Villa Adriana, nell’Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore e nei cospicui depositi presenti nei diversi siti, al centro di costanti iniziative di valorizzazione, che trovano al contempo sintesi e stimolo nell’esposizione Artificialia et mirabilia. Compito primario delle recenti acquisizioni è contribuire a rinnovare e vivificare la complessa stratificazione culturale dei luoghi storici e il rapporto osmotico di essi con il paesaggio. L’inserimento di opere dal linguaggio contemporaneo nelle collezioni storiche facilita il rapporto con le radici antropologiche che l’Istituto rappresenta, radici sincretiche che sono anche le fondamenta della cultura occidentale. La costituzione di una collezione d’arte contemporanea costituisce per le VILLÆ uno degli ambiti di intervento più significativi, un’attività fondamentale per sostenere il costruttivo dialogo tra passato e presente e la proficua contaminazione tra siti antichi e pensiero contemporaneo, tratto identitario dell’Istituto. La nuova collezione sarà dal 2023protagonista della programmazione delle VILLÆ.
“L’inserimento di opere dal linguaggio contemporaneo nelle collezioni delle VILLÆ – commenta Andrea Bruciati– permette una maggiore accessibilità ai complessi e profondi valori espressi da questi luoghi. Le opere proposte sono pensate come vero e proprio volano del dialogo tra l’attualità e le radici identitarie del contemporaneo che l’Istituto rappresenta. Gli interventi artistici si qualificano come site specific, non tanto fisici quanto concettuali, perché sono frutto della percezione, della ricezione e del radicamento dei nostri siti nell’immaginario collettivo”.
Evento realizzato nell’ambito del progetto vincitore del PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Messaggio del Presidente della VII Commissione (Cultura, Istruzione e Scienza)
Camera dei Deputati, On. Federico Mollicone
Artificialia et Mirabilia
Villa d’Este, Tivoli
14 luglio – 5 novembre 2023
Ente organizzatore Istituto Villa Adriana e Villa d’Este –VILLÆ
a cura di Andrea Bruciati
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa d’Este (14 luglio – 5 novembre 2023) € 15,00 + € 1,00 per emergenza eventi alluvionali
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente.
PAC 2021. LE OPERE
Autore: Gianni Caravaggio
Titolo: Nebbia dissolta dalla pioggia + Melancolia, ovvero trasparente
Anno: 2009
Numero dei pezzi o elementi: 2
Tecnica: carotature su alabastro + stampa fotografica su acetato
Dimensioni: scultura: 70 x 40 x 23 cm; foto: 20×30 cm
Esemplare unico o multiplo: unico
Brevi notizie storico-artistiche
Nebbia dissolta dalla pioggia è una scultura in alabastro i cui tagli circolari introducono lapossibilità di una distinta e reale temporalità. Gli elementi circolari possono essere ruotati e diconseguenza la compattezza della massa iniziale si dissolve evocando l’immagine della natura,della nebbia e della pioggia che la dissolve. Melancolia, ovvero trasparente è una fotografiaevocativa che ritrae l’artista vent’anni fa, con il suo viso appoggiato alla mano vissuta di unvecchio vasaio.
Gianni Caravaggio (Rocca S. Giovanni, 1968) ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Milano dove è attualmente docente di scultura. Allievo di Luciano Fabro, Caravaggio condivide con lui la decisione di rinnovare il linguaggio scultoreo combinando materiali tradizionali come il marmo con altri non convenzionali, tra cui il talco e la carta. Espone presso musei e gallerie in Italia e
all’estero, tra cui Museo Novecento, Firenze; Galerie de Expeditie, Amsterdam; Kaufmann Repetto, Milano e New York; Paul Andriesse, Amsterdam; Musée d’Art Moderne et Contemporain de Saint Etienn; Tucci Russo, Torino e Torre Pellice; Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro; Collezione Maramotti, Reggio Emilia; MaGa, Gallarate.
Tra le mostre collettive si elencano: Masi – Museo d’Arte della Svizzera Italiana, Lugano; Museo del Novecento, Milano; Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano; Castello di Rivoli, Torino. www.kaufmannrepetto.com/artist/gianni-caravaggio/
Autore: Luca Trevisani
Titolo: Vodorosli
Anno: 2009
Numero dei pezzi o elementi: 1
Tecnica: Film d’artista a colori con audio stereo
Dimensioni: aspect ratio 16:9
Esemplare unico o multiplo: multiplo, Edizione: 1/3 + 2AP
Brevi notizie storico-artistiche
Vodorosli è una parola russa, che indica fronde di alghe congelate.
Tutto è iniziato da un modulo ereditato da AlvarAalto: l’artista ha deciso di prendere il suo pensiero organico e di farlo tornare nel suo ambiente domestico, in un’idea di natura in vitro, ricostruita e tenuta a bada.
Vodorosli è un mondo in espansione, instabile sottile, interessato a guardare dove i confini disegnati dagli esseri umani si impongono alla natura.
Luca Trevisani (Verona, 1979) è un artista la cui pratica multidisciplinare è stata esposta a livello internazionale in musei e istituzioni, come: Biennale of Sydney, Manifesta 7, Biennale di Architettura di Venezia, Museum of Contemporary Art Tokyo, KunsthalleWien, Kunstverein Braunschweig, ZKM Karlsruhe, Magasin, Grenoble, MAXXI Roma. Trevisani ha vinto premi e riconoscimenti prestigiosi e ha pubblicato diversi libri. E’ artista docente presso lo Iuav di Venezia e lettore di scultura e materiali presso la Libera Università di Bolzano. La ricerca di Trevisani spazia fra la scultura e il video e attraversa discipline di confine come le arti performative e quelle
grafiche, l’architettura e il design, il cinema o l’architettura. Le opere dell’artista sono conservate in numerose collezioni pubbliche (Maxxi, Roma; Collezione Farnesina, Ministero per gli Affari Esteri, Roma; Collezione Museion, Bolzano; Collezione Museo Macro, Roma; Collezione Museo del 900, Milano)
www.lucatrevisani.eu
Autore: Francesco De Grandi
Titolo: Del solo amore
Anno: 2011
Numero dei pezzi o elementi: 3 Tecnica: Olio su tela Dimensioni: 300×570 cm Esemplare unico o multiplo: unico
Brevi notizie storico-artistiche
Realizzata per la mostra personale “Il Passaggio difficile” alla GAM di Palermo nel 2011, l’opera si struttura in una sequenza ritmica di aperture, sottinsù, aggressioni cromatiche, implosioni senza orizzonte né fuga, orditi di rami, fronde, arbusti, fiori. L’orizzonte è scomparso e lo sguardo si proietta dal basso verso l’alto, in una radicale identificazione tra la presenza, il passaggio, la visione e la natura stessa.
Francesco De Grandi (Palermo, 1968) ha studiato all’Accademia di Belle Arti della sua città, doveè attualmente docente di pittura. La sua pittura è uno spazio di narrazione, un’esperienza diviaggio che legge i luoghi della natura attraverso la focalizzazione antropologica degli stessi. Variele partecipazioni ad esposizioni di interesse nazionale e internazionale: Biennale di Venezia,Quadriennale di Roma, Triennale di Milano e Biennale di Yinchuan (Cina). Tra le mostre personalirecenti: Aurea Hora, Fondazione Sicilia Pinacoteca di Villa Zito, Palermo; COME CREATURA,RizzutoGallery, Manifesta 12 CollateralEvent, Palermo; Fragmentedes nUnbekennten, Gartenpavillon Malkasten, Dusseldorf; Archetipi della pittura inquieta, Convento del Carmine,Marsala. Tra le collettive recenti: Foresta Urbana e La Scuola di Palermo, Museo Riso Palermo;Walking on the Planet, Casa Masaccio, Casa Giovanni Mannozzi, Palazzo Panciatichi, San Giovanni Valdarno.
www.rizzutogallery.com/de-grandi-francesco/
Autore: Andrea Mastrovito
Titolo :Dreamers Anno: 2015
Numero dei pezzi o elementi: 1
Tecnica: Grafite su cemento bianco
Dimensioni: 250x175x40 cm, ma variabili a seconda della sede installativa
Esemplare unico o multiplo: unico
Brevi notizie storico-artistiche
L’opera è composta da una serie di statue e frammenti di statue in cemento bianco disposte a seconda delle esigenze espositive, sulle quali è stato disegnato a grafite un d’apres dal celebre A’ Marat di Jacques Louis David. Presso il Santuario di Ercole Vincitore, l’opera Dreamers sarà posta in diretto rapporto con i due miti antichi che permeano la storia passata e recente del sito archeologico e le sale espositive del suo Antiquarium, il mito di Ercole e quello di Niobe.
Andrea Mastrovito (Bergamo,1978) è un artista conosciuto per la sua capacità di declinare il disegno in molteplici media, dal foglio all’installazione ambientale fino al lungometraggio animato. Si è laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e vive a New York. Ha vinto il New York Prize, il Moroso Prize, il Premio Casoli, il Premio Icona ed il PrixPlantagenet. Nel 2019 si è
aggiudicato la 6° edizione dell’ItalianCouncil. Le sue opere sono incluse in numerose istituzioni: Museum of Art and Design, Queens Museum, New York; Magazzino Italian Art, Cold Spring NY; MAXXI, Roma; MART, Trento e Rovereto; MUDAM, Lussemburgo; B.P.S. 22, Charleroi; Museum of Contemporary Design and AppliedArts, Lausanne. Ha esposto in numerosi musei: Laznia Center, Danzica; Museo del Novecento e del Contemporaneo, Pistoia; Fondation Bullukian; 15° Biennale di Lione; Galleria Nazionale, Roma; Kunsthalle, Osnabruck; GAMEC, Bergamo; Museo del Novecento, Milano.
www.andreamastrovito.com
Antinoo disparu: memorie di un desiderio
mostre
Villa Adriana, Tivoli
1 giugno 2023 – 1 ottobre 2023
prorogata al 5 novembre 2023
Location:
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
Area Archelogica di Villa Adriana
Largo Marguerite Yourcenar, 1
00019 Villa Adriana-Tivoli (RM)
Villa Adriana a Tivoli ospita dal 1 giugno al 1 ottobre 2023 la mostra Antinoo disparu: : memorie di un desiderio, un’inedita esposizione suddivisa in due momenti per ordine cronologico e progettuale, che vuole rendere omaggio a 100 anni dalla sua morte a Marcel Proust. Il progetto curato dal direttore delle VillÆ Andrea Bruciati è ispirato alla figura di Antinoo, giovane dalla sublime bellezza che Adriano conobbe in Bitinia e portò con sé a Roma. Sin da allora la memoria di Antinoo è stata alimentata in modo tale da attraversare indenne i secoli e l’effigie del giovinetto è stata utilizzata per ritratti declinati secondo le istanze dell’epoca.
Il palinsesto narrativo si snoda sull’accostamento di disegni di Filippo de Pisis (Ferrara 1896 – Milano 1956) che ritraggono giovani sopiti o dormienti, e si connota per il suo immanentismo, una sorta di inno al qui ed ora che guarda però ai grandi nudi della storia dell’arte, assecondato da una rappresentazione stilistica quasi stenografica. Coerente con la sua poetica, le idee di soggettività e di frammento costituiscono gli emblemi di un ripiegamento interiore per de Pisis: lavorare sul frammento significa privilegiare la discontinuità, portando l’artista verso un’opera fatta di molti accidenti linguistici, sintomo di un’estasi della dissociazione nonché segno di un desiderio in continua mutazione. Il frammento in de Pisis indica la possibilità di un’immagine che si costruisce a sbalzi, fuori dalla linea retta del progetto ma dentro il sentiero accidentato della storia dell’arte.
Affini sono le opere fotografiche di Wilhelm von Gloeden (Wismar 1856 – Taormina 1931) e Wilhelm von Plüschow (Wismar 1852 – Berlino 1930), due fotografi tedeschi che, attratti dalla vena esotica di un’Italia solare all’albumina, si specializzano nei ritratti arcadici dove i ruderi sono set cinematografici ante-litteram del mito. Come negli scatti in mostra, entrambi concepiscono l’esotico secondo un angolo visuale intriso di accezioni decadenti e aurorali, vicine per sensibilità ai dettami decadenti delle classi intellettuali dell’epoca. Spesso avvicinati e confusi fra loro, Wilhelm von Gloeden, da un punto di vista stilistico rimanda ad un mondo onirico, edulcorato in cui la dimensione archeologica funge da sfondo per un mondo oramai perso per sempre. Di diversa accezione Wilhelm von Plüschow che applica raramente il ritocco dei negativi, preferendo una resa realistica e naturalistica dei soggetti.
L’intento è di invitare a riflettere sulla falsariga della Yourcenar, sollecitando un confronto, una diversa condizione temporale, fatta di contaminazioni e stratificazioni, ma anche felice laboratorio di verifica della potenza rigeneratrice dell’arte contemporanea. La mostra stessa vedrà infatti lungo il suo corso la sostituzione di alcune opere per un avvicendamento continuo di spunti e una trasformazione in essere
dell’esposizione stessa, dominata per l’appunto dalla dimensione temporale. Questa accezione del Tempo, gran scultore, è in fondo una derivazione dal Ballo delle teste di Marcel Proust, nell’ultimo tomo della Recherche, come verrà ribadito nel secondo momento progettuale previsto per l’autunno (Io sono la forza del passato: il ritratto di Adriano).
Andrea Bruciati, commenta:
“Di certo il luogo cantato dalle Memorie di Marguerite Yourcenar trova naturale questo connubio non solo archeologico ma finanche geologico con il senso del frammento, del residuale e della polvere che offusca la lettura del passato, costruendo nuovi palinsesti narrativi altrettanto carichi di senso. Come
amava ribadire la grande scrittrice: “Quando una statua è finita, quel giorno, inizia in un certo senso la sua vita” e quanto questa sensazione sia veritiera lo può percepire chi è usueto camminare fra gli spazi dei Mouseia”.
Tra le opere esposte, un ritratto di Antinoo dal Museo Nazionale Romano, disegni su carta di Filippo de Pisis, fotografie di Wilhelm von Gloeden e Wilhelm von Plüschow, una tela di Paul P. ed altri artisti.
L’esposizione temporanea Antinoo disparu: memorie di un desiderio, allestita presso i Mouseia di Villa Adriana e curata da Andrea Bruciati, è prorogata sino al 5 novembre 2023. La mostra ospita due nuove opere, in un’ottica dinamica di rotazione e costante aggiornamento della narrazione espositiva:
- Luigi Ontani, Senza titolo, 2004, Fotografia a colori, intensificata, 155 x 105 mm, Collezione privata, Firenze;
- Matthew Barney, Percorso, 2008, Matita su carta, 295 x 210 mm, Collezione privata, Firenze.
Le opere introdotte sostituiscono due nudi di Filippo De Pisis (1938, 1950).
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Villa Adriana (1 giugno – 1 ottobre 2023) € 12 + € 1,00 per emergenza eventi alluvionali.
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente.
Theatra Mundi: Pino Pascali

mostre
Villa d’Este, Tivoli
7 dicembre 2022 – 7 maggio 2023, prorogata al 4 giugno 2023
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ inaugura il 7 dicembre 2022 presso Villa d’Este a Tivoli un progetto inedito, la mostra Theatra Mundi: Pino Pascali, curata da Andrea Bruciati e organizzata con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e l’Archivio dell’Opera Grafica di Pino Pascali di Firenze.
La dimora tiburtina, luogo della metamorfosi e della sintesi di natura e artificio, accoglie le valenze teatrali e cangianti di un artista che ha fatto del mondo il palcoscenico della meraviglia. Pino Pascali (Bari 1935 – Roma 1968), oltre che pittore e scultore, è stato animatore, grafico, pubblicitario, scenografo, attore e fotografo. Fin dalle sue prime prove, archetipi e miti mediterranei si si sono fusi nel suo immaginario a suggestioni contemporanee, dando origine ad una produzione ironica, spiazzante, talvolta irriverente. Pascali è testimone ideale di una riformulazione dell’universo di ascendenza futurista, vivificata da una sensibilità contemplativa, quasi metafisica. A partire dalla Biennale del 1964, quella con cui gli statunitensi impongono al mondo occidentale il loro modello culturale, capitalista e consumistico, rielabora inoltre in chiave personale i temi della Pop Art. In tutte le opere di Pascali emerge una creatività funambolica, la cui parabola artistica è brevissima eppure incendiaria. La sua fama di “ragazzo terribile” ne mette in luce l’essere vulcanico, l’ironia, la propensione al gioco e allo scherzo, ma anche la straordinaria capacità inventiva, che gli ha consentito in meno di cinque anni di lasciare un segno profondo nell’arte contemporanea occidentale. Con implacabile furia creativa ha invaso le gallerie mentre le sue mostre si sono susseguite a ritmo incessante, dal gennaio 1965, periodo della sua prima personale a La Tartaruga di Roma, al settembre 1968, quando morì per un tragico incidente.
“A evidenziare il legame tra Pino Pascali e Villa d’Este – dichiara Andrea Bruciati, direttore delle VILLÆ di Tivoli – vanno segnalati due eventi: nel 1956 l’artista, appena iscritto all’Accademia di Belle Arti di Roma partecipa alla collettiva per giovani artisti Mostra di pittura dell’Istituto Tommaseo di Tivoli e nel 2007 le due opere, Bachi da setola e Fiume con foce tripla, vengono ospitate presso Villa d’Este nella mostra in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma dal titolo, ’50 – ’60 la scultura in Italia. Proporre l’opera di Pino Pascali mira a dare continuità al legame tra l’artista e la scenografica dimora manierista ponendo quest’ultima come ideale palcoscenico per la breve e straordinaria parabola dell’autore, innovatore multiforme e poliedrico interprete, e ribadendone il ruolo centrale di officina della contemporaneità dalle forti radici nella storia.”
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Biglietto di ingresso Villa d’Este, 13 euro
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
| Pino Pascali | Bersaglio | 1964 | intervento su barattolo di latta | Collezione Alloggia | |
| Pino Pascali | Coda di balena | 1966 | smalto su tavola | Collezione Alloggia | |
| Pino Pascali | Uomini della preistoria | 1959 | grafite su carta | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Bozzetto per costumi teatrali di “Tristano e Isotta” | 1959 | tempera su cartoncino | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Scenografia ferroviaria | 1963 | tecnica mista su cartoncino | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Negroni | 1963 | inchiostro per timbri e pastelli su cartoncino | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Pistola | 1964 | bassorilievo in lamiera ritagliata e dipinta su faesite | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Panoplia (Elmo Lancia e Stemma) | 1964 | bassorilievo in lamiera ritagliata e dipinta su masonite | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Armature | 1964 | pennarello su carta | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Guerrieri medievali e king | 1963-65 | grafite e pastelli a cera su carta | Collezione Gino Battista | Triggiano (BA) |
| Pino Pascali | Scenografia (Algida) | 1959-60 | tempera e collage su cartoncino | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Pino Pascali con bombetta | 1961 | riporto fotografico su carta | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Pesce sega | 1964 | bitume pittura lavabile e tempera su cartoncino | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Trattore (FAO) | 1964-65 | Pennarello e inchiostro su cartoncino | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Capra (FAO) | 1964-65 | grafite pennarello e matita a cera su carta | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Capra e mucca (FAO) | 1964-65 | grafite pennarello e pittura lavabile su carta | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Scenografia per i Killers | 1966 | collage su cartoncino | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Totem | s.d. | bitume tempera e pittura lavabile su cartone argentato | Collezione Claudia Lodolo | |
| Pino Pascali | Maschera | 1964 | tecnica mista su tavola | Collezione Dobrita Nicoi | |
| Pino Pascali | Jasper | 1964 | smalti su tavola | Collezione Dobrita Nicoi | |
| Pino Pascali | Usa Army bazooka | 1964 | assemblaggio su tavola | Collezione Giuseppe Ananasso | |
| Pino Pascali | Porto | 1963 | pittura su tavola | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Coccodrillo | 1964 | pittura su lamierino su cartone | Collezione Leonardo Rizzo | Prato |
| Pino Pascali | Cavernicolo con ruota | 1959 | inchiostro e bitume su cartoncino | Collezione Leonardo Rizzo | Prato |
| Pino Pascali | Pesci | 1964 | encausto su tavola 40×120 cm | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Paesaggio lunare | 1963 | pittura su tavola | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Scenografia porto King 440 | 1958 | tempera | inchiostro per timbri e collage su cartoncino | Courtesy Tornabuoni Arte |
| Pino Pascali | Veliera | 1962 | tecnica mista su masonite . Courtesy Tornabuoni arte | Collezione privata Firenze | |
| Pino Pascali | Pesce sega | 1964 | smalto su lamiera | Collezione privata Firenze. Courtesy Tornabuoni arte | |
| Pino Pascali | Montagne | 1963-64 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata Firenze. Courtesy Tornabuoni arte | |
| Pino Pascali | Guerriero | 1964 | lamiera ritagliata e dipinta su faesite | Collezione privata Firenze. Courtesy Tornabuoni arte | |
| Pino Pascali | Guerriero | 1963-64 | lamiera ritagliata e dipinta su faesite | Collezione privata Firenze. Courtesy Tornabuoni arte | |
| Pino Pascali | Interno | 1960 | tempera e collage su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Staccionata | 1960 | tempera e china su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Scenografia | 1960 | tempera e catrame su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Tralicci | 1961 | pittura e bitume su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1961 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1961 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Scenografia | 1961 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senta titolo (Rete) | 1962 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1962 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Lettere | 1963 | inchiostro su cartoncino | ||
| Pino Pascali | Alfabeto | 1963 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Teatrino | 1963 | tempera grafite e collage su cartone | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1963 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Rinascimento | 1963 | tecnica mista su carta di giornale | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Colonne | 1963 | tecnica mista su carta di giornale | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1963 | tecnica mista su faesite | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1963 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1963 | tecnica mista su faesite | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Mascherone | 1963 | bitume e pittura su faesite | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1964 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1964 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1964 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | I Killers | 1964 | tecnica mista su acetato e cartone | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze |
| Pino Pascali | Lo Scicchettoso | tecnica mista su acetato e cartone | Collezione privata. Courtesy Frittelli arte contemporanea | Firenze | |
| Pino Pascali | Maschera | 1965 | tempera e bitume su carta argentata applicata su cartone | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Alba | 1963-64 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Grue dans le port | 1961-62 | tecnica mista su carta | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Bozzetto scenografico | 1958 | tempera su cartoncino | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Senza titolo | 1958 | collage | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Paesaggio | 1962 | tecnica mista su cartoncino | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Studio di personaggio | 1963 | bitume e benzina su cartoncino | Collezione privata | |
| Pino Pascali | Bozzetto scenografico per Biblioteca Studio Uno RAI | 1964-1965 | Disegno a matita su carta scenografica | Fondazione Pino Pascali | Polignano a Mare |
| Pino Pascali | I buoi stilofori del portale della basilica di San Nicola (due pezzi opera unica) | 1957 | Disegno a nero di china su cartoncino | Fondazione Pino Pascali | Polignano a Mare |
| Pino Pascali | Missile | 1964 | Smalti polveri e catrame su lamiera | Fondazione Pino Pascali | Polignano a Mare |
| Pino Pascali | Tesina Storia del Teatro “Edward Gordon Craig” Corso di Scenografia Accademia Di Belle Arti – Roma | 1956-1959 | Scritto dattilografo inchiostro su carta rilegato | Fondazione Pino Pascali | Polignano a Mare |
| Pino Pascali | Tesina “Dai luoghi deputati medioevali alla prospettiva scenica rinascimentale” Corso di ScenografiaAccademia Di Belle Arti – Roma | 1956-1959 | Scritto dattilografo inchiostro su carta rilegato a mano | Fondazione Pino Pascali | Polignano a Mare |
| Pino Pascali | Scogliera | 1966 | tela bianca su centine di legno | Pinacoteca Nazionale di Siena | |
| Pino Pascali | La Gravida o Maternità | 1964 | smalto su tela tensionata, palloncino di gomma, centine di legno | Galleria d’Arte Moderna | Roma |
| Pino Pascali | Bachi da setola | 1968 | scovolo di setola acrilica su supporto metallico | Collezione Marinoni | |
| Pino Pascali | Dinosauro riposa | 1966 | Tela grezza centinata trattata con caolino | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea | Roma |
| Pino Pascali | Botole ovvero lavori incorso | 1967 | legno, acqua e sabbia, pannelli di fibrocemento | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea | Roma |
| Pino Pascali | Attrezzi agricoli | 1968 | gruppi di attrezzi legno grezzo. Paglia | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea | Roma |
| Pino Pascali | Campi arati | 1967 | trenta lastre di ondulit con terra applicata e tre vasche in lamiera di ferro | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea | Roma |
| Gino Marotta | Albero artificiale | 1965 | metacrilato | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea | Roma |
| Toti Scialoja | Sul nero | 1957 | olio e tecnica mista su tela | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea | Roma |
| Pino Pascali | Scoglio | 1966 | legno e tela dipinta | Collezione Intesa San Paolo | |
| Renato Mambor | Navona Square | 1965 | tecnica mista su tela 120 x 90 cm | Collezione Intesa San Paolo | |
| Mario Schifano | Paesaggio anemico | 1965 | smalto e grafite su tela | Collezione Intesa San Paolo | |
| Pino Pascali | Bucranio | 1966 | tela bianca tesa su centinee lignee | Comune di Avezzano |
DAVIDE SERPETTI. I VINTI

DAVIDE
SERPETTI.
I VINTI
a cura di Andrea Bruciati, Davide Bertolini
Santuario di Ercole Vincitore
19 novembre 2022 – 10 aprile 2023, prorogata al 4 giugno 2023La mostra è promossa da VILLAE e da mc2gallery
Location:
Santuario di Ercole Vincitore
via degli Stabilimenti, 5
00019 – Tivoli (RM)
Tel.: +39 0774 312070
L’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este-VILLÆ è lieto di presentare la mostra DAVIDE SERPETTI. I VINTI a cura di Andrea Bruciati e Davide Bertolini presso l’Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, dal 19 novembre 2022 al 10 aprile 2023, prorogata al 4 giugno 2023.
L’intervento, organizzato in collaborazione con mc2 gallery, scaturisce da Level 0, format di ArtVerona che ogni anno si dimostra importante opportunità di collaborazione tra musei, artisti contemporanei e gallerie. In tale occasione il direttore delle VILLÆ Andrea Bruciati ha invitato Davide Serpetti a confrontarsi con il genius loci delle VILLÆ, e in particolare con la plurisecolare stratificazione del Santuario di Ercole Vincitore.
La personale di Davide Serpetti (L’Aquila, 1990) presenta una serie di opere inedite realizzate appositamente per entrare in dialogo con le sculture antiche conservate nell’Antiquarium. Il percorso espositivo si snoda tra le sale novecentesche dell’antico opificio che inglobano e si inseriscono sulle murature romane. Le tele di Serpetti in questa stratificazione si introducono, offrendo in chiave contemporanea, una via possibile e reale all’interazione tra patrimonio culturale e creazione contemporanea, rendendo chiara ed evidente la necessità di considerare le nostre radici storico culturali. In Chimera e Study for a lion, ad esempio, entrano direttamente in rapporto con Ercole e la sua leontè – la pelle del leone nemeo – mitico e prezioso trofeo della prima fatica.
I Dreamers rimandano con la loro vivida presenza plastica e con la liquida fragilità da un lato all’Ecce puer di Medardo rosso (data e museo) e dall’altro alle sculture antiche del Santuario di Ercole Vincitore giunte fino a noi nel loro frammentario stato. Il ferito, L’assasino, Il tatuatore, L’esattore riecheggiano formalmente Il guerriero di Capestrano – iconica scultura conservata a Chieti nel Museo Archeologico Nazionale – creando un ponte ideale che connette in maniera stringente le origini di Serpetti a un ritrovamento archeologico di straordinario valore, divenuto simbolo per un’intera regione.
“Ho selezionato Davide Serpetti – dichiara Andrea Bruciati – per l’inedita capacità di proiettarsi verso una dimensione utopica e affabulatoria mediante la pratica della pittura, evidenziando le plausibili cifre di contatto fra immaginari mitici ed esigenze metamorfiche, legate alle fluidità del pensiero contemporaneo. L’artista viene messo in dialogo per le modalità con cui riesce a tradurre l’urgenza di considerare le nostre radici storico-culturali, come costante fucina e bacino di ispirazione per la ricerca contemporanea.
Nuove possibilità creative – prosegue Andrea Bruciati insieme all’altro curatore, Davide Bertolini – maturano nel fertile humus dell’Istituto facendo convergere esperienze eterogenee, che contribuiscono attraverso la pittura di Serpetti a una rinnovata identità visiva e culturale, radicata nel passato, ma attenta al presente e proiettata nel futuro”.
In occasione dell’inaugurazione della mostra si tiene una performance musicale organizzata da Davide Serpetti, Michele Bubacco e Sebastian Alvarez. Dalle 12.00 alle 16.00 gli artisti entrano in dialogo con le opere esposte dando vita a un complesso panorama sonoro e visivo.
Contatti: va-ve.mostre@cultura.gov.it
Biglietto di ingresso:
Santuario di Ercole Vincitore, 6 euro
Riduzioni e gratuità secondo normativa vigente
DAVIDE SERPETTI. I VINTI
Opere esposte
Il ferito / The wounded
2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas,
137 x 192 cm
L’assassino / The killer
2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
137 x 192 cm,
Il tatuato / The tattooed
2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
137 x 192 cm
L’esattore / The taxman
2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
137 x 192 cm
Torso of a warrior
2017
trittico / triptych; matita, olio e spray acrilico su carta / pencil, oil and spray paint on paper
31,7 x 60 x 3,5 cm (framed)
Dreamer #1
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
35 x 30 cm
2022
Dreamer #2
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
35 x 30 cm
2022
Dreamer #3
2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
35 x 30 cm
Dreamer #4
2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
35 x 30 cm
Venus in fur
2020-2022
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
70 x 100 cm
Chimera
2022
olio e acrilico su tela / oil, acrylic on canvas
88 x 100 cm
Study for a lion #3 – Revisited
olio, acrilico e spray acrilico su tela / oil, acrylic and spray paint on canvas
50 x 50 cm
2021
Study for a lion #3
2015olio su tela / oil on canvas
30 x 30 cm
Sketches for a lion
2015/2021
tecnica mista su carta / mixed technique on canvas




























































